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Lunedì 27 novembre 2006 12:40 Delegazione Mapuche ostaggio della polizia di frontiera


Sabato 25 novembre era previsto l’arrivo di una delegazione in Italia delle comunità mapuche della patagonia argentina. La delegazione, formata da 2 persone, Dina Huincaleo e Rogelio Fermin, è stata invitata dall’Associazione "Ya Basta" per realizzare un programma di incontri, conferenze, dibattiti per informare della situazione di questa popolazione nativa, in lotta per il riconoscimento del diritto alla terra ed alla dignità, contro le grandi multinazionali come Benetton, che hanno "illegalmente" acquistato centinaia di migliaia di ettari di quel territorio. Infine la delegazione è giunta con l’obiettivo di promuovere e portare a termine il progetto di realizzazione di una radio comunitaria indipendente in quelle terre, progetto avviato in partnership con l’Associazione "Ya Basta" e con il sostegno anche di alcune Municipalità italiane.

Sabato 25, al loro arrivo all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino, la Polizia di Frontiera, effettuando il controllo di routine, decide di sequestrare i loro passaporti, senza addurre alcuna motivazione, se non quella di attendere. Questa attesa si è protratta tutta la notte, senza che i due rappresentanti del popolo mapuche potessero dormire, ripararsi dal freddo, ritirare i bagagli e senza che venisse loro dato né un bicchier d’acqua né alcunchè da mangiare.
Il loro sequestro da parte della Polizia di Frontiera, di cui nessuno era ovviamente informato, ha anche causato la perdita della coincidenza del volo (già pagato) per Venezia dove Dina e Rogelio erano attesi.
Verso la mezzanotte, visto il loro mancato arrivo a Venezia, gli attivisti di Ya Basta iniziano la ricerca della delegazione, appurando che dalla loro partenza dall’Argentina se ne erano perse le tracce. La Polizia di Frontiera, ripetutamente sollecitata, sia al telefono che direttamente dagli attivisti accorsi a Fiumicino, per tutta la notte si è rifiutata di ammettere il loro sequestro e di fornire notizie sul loro stato, nonostante si provvedesse ad inviare le prove e le garanzie dell’invito da parte dell’Associazione.
Solamente al mattino del giorno seguente, domenica 26/11, grazie alle telefonate dei legali, dell’On.Luana Zanella, e l’interessamento dei Comuni di Venezia e Montebelluna (TV), la Polizia di Frontiera ammetteva il sequestro motivandolo con il fatto che i due erano senza denaro. Perché la Legge Bossi-Fini prevede che se non si è ricchi o braccia da lavoro non si ha diritto di entrare in Italia. Come già avvenuto per la direttrice dei musei di Sofia che alcuni mesi fa era stata rinchiusa in un Centro di Detenzione, la delegazione del popolo mapuche ha dovuto subire il sequestro da parte della Polizia perché non riconoscono che i viaggi hanno anche finalità di cultura, solidarietà, scambio di esperienze, TUTTO CIO’ PER LORO NON ESISTE! Finalmente verso le 12.00 di domenica Dina e Rogelio sono stati liberati ed hanno potuto giungere a Venezia dove poi hanno potuto recuperare i bagagli, rifocillarsi e riprendersi dallo shock, dalla stanchezza dell’incubo che gli era toccato vivere.
Il racconto di Monica Tiengo, ass.ne Ya Basta! - Treviso ed intervista a Rogelio Fermin della comunità Mapuche.
-  [ audio ]

“Queremos tierra, queremos diñidad: appuntamenti con il popolo dei Mapuche”

Martedì 28 novembre, ore 21.00 presso il cso Ubik.lab a Ponzano Veneto - Treviso
Mercoledì 29 novembre, ore 21.00 presso il Cso Rivolta, p.le Carlo Giuliani - Marghera (Venezia)

Per info: www.yabasta.it

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