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Fonte: Il Mattino di Padova 08.03.07
Zanonato: pronti alle denunce, chiederemo i danni materiali e morali
Il sindaco: sono pochi, isolati e violenti
«Questo è il tipico comportamento di chi disprezza la democrazia. Siamo in presenza di gruppi di persone che usano queste azioni per garantirsi un po’ di privilegi. E’ il loro mestiere». Così, al telefono da Roma, dove ha partecipato al consiglio nazionale dell’Anci incentrato sulla Finanziaria, il sindaco Flavio Zanonato commenta il blitz di ieri a Palazzo Moroni. «I miei collaboratori mi hanno informato - aggiunge Zanonato - che un gruppo di persone che fanno riferimento al Centro sociale Pedro e a Radio Sherwood hanno offeso e minacciato l’assessore all’Urbanistica Luigi Mariani e hanno danneggiato un ufficio dell’amministrazione. Procederemo con le querele: c’è stato sia un danno materiale che un danno morale». Ma perché i «pedrini» hanno occupato l’ufficio dell’assessore Mariani? «Si è rivista una vecchia tecnica, che hanno sempre adoperato: isolare una persona e intimorirla. Eppure sanno benissimo che l’assessore Mariani non ha prende decisioni da solo e che ogni delibera è il frutto del lavoro collegiale della giunta». La giunta pensa di «sfrattare» presto il Pedro da via Ticino, magari trovandogli un’altra sede? «Il problema non si pone. Per ora sono stati definiti solo degli aspetti urbanistici. Non ci sono le ruspe davanti al Pedro. E’ chiaro però che non possono immaginare, per l’area pubblica di via Ticino, una destinazione urbanistica “Centri sociali occupati”. L’occupazione dell’ufficio di Mariani è una cosa tutta strumentale, che hanno messo in atto per guadagnare la ribalta mediatica. Ripeto, l’eventuale sgombero non è un problema che si pone adesso». Ma il sindaco come valuta quest’escalation delle azioni del Centro sociale Pedro? «Sono sempre di meno, sempre più isolati e sono sempre più violenti. Sono dei veri e propri fossili, dei trilobiti. Basti pensare che hanno buttato fuori un frate che aveva promosso l’iniziativa dell’“Armadio del povero”. Mi pare che questo la dica lunga sulle loro posizioni». Per Palazzo Moroni si prospetta un giro di vite in tema di accessi e di controlli? «Il municipio è e rimane un luogo in cui si può entrare liberamente. Non mi sogno neanche lontanamente di far installare i tornelli come allo stadio. Palazzo Moroni è un posto dove le persone civili, che si sanno comportare, hanno anche la possibilità di protestare. Ma sempre nel rispetto delle istituzioni e della democrazia». (c.bac.)
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