Fonte: Il Mattino di Padova 13.03.07
Il Peep del Crocefisso spacca la Margherita da Rifondazione
Padova -
Martedì 13 marzo 2007
Zanonato punta l’indice sulla D’Agostino E Menorello ricorda il dramma di Petiti
Violenza politica, ancora zuffa in Consiglio
Consiglio comunale blindato e centro sinistra in affanno.
Palazzo Moroni è presidiato da una dozzina di mezzi e un centinaio di poliziotti e carabinieri. In aula, solo una delegazione di residenti del Crocefisso. Ma il confronto politico s’infiamma subito. Aurora D’Agostino (Verdi) si preoccupa per «l’anomalia di un Comune barricato» e difende il diritto al dissenso rispetto alla «cementificazione».
Il sindaco Flavio Zanonato replica inviperito: «Mi stupisco che lei D’Agostino non si preoccupi di solidarizzare con l’assessore Mariani, che è stato vittima della tecnica ripugnante con cui si indicavano gli obiettivi da massacrare. E’ successo con Biagi. Lo facevano gli sgherri di Toni Negri».
E rincara la dose nei confronti di Radio Sherwood e del Pedro: «Cosa si deve fare? Aspettare la sprangata? Il discrimine è il rispetto della legge. Li abbiamo denunciati e andrò di persona da Stucilli».
Replica D’Agostino gelida: «Sono soddisfatta per la totale dissonanza rispetto alla campagna elettorale del 2004 condotta insieme. Nemmeno con la giunta del Polo si era arrivati a tanto. Ci tengo, sindaco, che almeno sappia che c’è una sinistra, insieme a noi ambientalisti, che non la pensa come lei». Poi tocca a Domenico Menorello (Forza Italia) ricordare che oggi è il settimo anniversario della morte di Vittorio Petiti. Invoca almeno una targa ricordo per la «vittima della violenza politica».
Zanonato non ci sta: «A noi spetta l’equilibrio, a lei l’estremismo dei sillogismi. L’intitolazione degli spazi pubblici ha bisogno di amplissima condivisione. Ed è bene evitare polemiche strumentali: vale per il ragazzo morto a Genova, come per chi è stato travolto dai manifestanti ed è probabilmente deceduto a seguito della forte... emozione». Menorello si illumina: «Ecco, tutto quello che ha appena rimproverato alla collega D’Agostino non va più bene quando ci scappa il morto davvero. Lei, sindaco, resta un bolscevico. Decide sempre e comunque quel che va bene. Anche a dispetto dei fatti».
Le tensioni nella maggioranza si moltiplicano fin dalle interrogazioni. Giorgio Noventa (Margherita) punta l’indice sull’assessore Daniela Ruffini: «Quinto sgombero in via Anelli per residenti o dimoranti? Avete fatto bene tutte le verifiche?». Poi tocca ad Antonio Foresta (Udc) sventolare una fotocopia del mattino (30 dicembre 2003): quattro alloggi occupati in via Vesalio. Ruffini ammette: «Sono io quella nella foto. Solidarizzavo con le famiglie altrimenti costrette alla strada». Rocco Bordin (Fi) apre lo “strappo” sul Peep-Erp di via del Commissario. Esploderà al momento del voto della delibera sulle aree Peep. Ruffini la illustra con un emendamento, proprio sulla destinazione Erp al Crocefisso indispensabile nei rapporti con l’Ater. Menorello interviene e annuncia... la “mozione incidentale” con le firme raccolte da Simone Dalla Libera (Margherita): pretende almeno il 33% di destinazione convenzionata. E’ vero. Firmata da 13 consiglieri del futuro Partito democratico (ma non da Carlo Covi dello Sdi). E’ un sottile gioco al massacro. La Margherita minaccia di non votare la delibera, ma scende in campo Zanonato a difendere platealmente Ruffini. Mariella Mazzetto (Lega) contesta l’imparzialità della presidenza.
Tutto si tiene nell’imbarazzo generale. Passano la delibera e dopo la mozione. Stessi voti. Del resto, l’assessore Ruggero Pieruz si è visto costretto in fretta e furia a ritirare la sua delibera sul regolamento del Mercato dell’antiquariato. Come gli ha ricordato Maurizio Saia (An), serviva il parere del CdQ 1 prima di arrivare in aula. E’ andata di lusso, invece, all’assessore Mariani.
Approvate in un batter d’occhio la pista ciclabile di via Bembo e la variante parziale al Prg che riguarda la Zip. Alle 23.30, la presidente Milvia Boselli illustra al consiglio la scelta delle associazioni dei migranti, in vista del «consigliere aggiunto» per gli stranieri. Impossibile prevedere l’esito del dibattito.