COMUNICATI

Honduras - Lo stivale dell’impero ed il neoliberismo

La realtà invisibile del popolo hondureño.

Lunedì 17 maggio 2004

Se pensiamo che i temi della tortura, dei sequestri, degli assassini e incarceramenti politici, della violazione dei diritti umani etc. siano cose degli anni 80, in Honduras rompiamo questo pensiero e l’azione comoda di coloro che, dormendo sugli allori, credono di vivere in “democrazia e pace”; già sappiamo che in Honduras si vive un ritorno alla decada della morte, e che, come sempre, tale realtà è sostenuta, finanziata e creata dagli Stati Uniti [d’America, N.d.T.], con il proprio discorso della “lotta anti-terrorista”, già speso ma ancora lucrativo, che spingono ed impongono in tutto il Centro America, come replica della propria politica di invasione, sviluppata concretamente con Piani Anti-terroristici, come accordato il 22 settembre 2002 a Zamorano, Tegucigalpa, con il Governo di Honduras, rappresentato dall’allora Presidente della Repubblica Carlos Flores Fauste, cui ha dato continuità l’attuale mandatario, Ricardo Maduro, che, con il proprio Ministro della Sicurezza, Oscar Alvarez e con l’approvazione del Parlamento Nazionale, ha implementato una serie di leggi nell’ambito di suddetta politica, come leggi interne “anti-terrorista”, leggi di censura alla libertà di pensiero e l’incostituzionale legge anti-maras, che è in realtà una riforma dell’articolo 332 del Codice Penale e si applica indiscriminatamente, e grazie alle quale è aumentata l’impunità con cui opera la polizia, pretendendo oggi lo stato di giudicare le persone e non i fatti e omissioni defittivi, rafforzando così uno stato-governo di polizia, tra le altre.

Honduras è ancora per gli Stati Uniti un punto geopolitico strategico e da occupare, come accade da quasi un secolo, secondo gli interessi economici delle transnazionali e gli scontri delle guerre civili interne. È stato un gruppo di donne, capeggiate dalla Professoressa Visitación Padilla le prime a denunciare e protestare per detta presenza, che si intensifica quando si fanno più aspri i conflitti armati in Centro America e quando si sviluppano in modo più forte i sollevamenti insurrezionali e di liberazione. Gli USA finanziano, consigliano, dirigono ed allenano le truppe ed i corpi repressivi in Centro America e l’Honduras è il loro campo da allenamento e la base per intervenire ed invadere i nostri popoli fratelli. Si tratta di un’idea che è ancora valida giacchè continuano, nella base degli Stati Uniti conosciuta come “Palmerola” del Comando Sur degli USA, gli addestramenti di eserciti della regiona centroamericana, anche nell’anno in corso ed in presenza di truppe degli eserciti del Sudamerica, che contemplano sicuramente nelle loro mappe di morte tutti i popoli e governi che, second loro, sono un “cattivo esempio per i più”, come Cuba. Il Presidente Ricardo Maduro ed il suo Governo hanno proposto che Cuba venga condannata dalla ONU per violazione dei diritti umani, correndo ad inginocchiarsi di fronte alla richiesta degli Stati Uniti ma senza consultare il popolo hondureño che, in massa, con enfasi e fermamente, condanna il ruolo indegno ed inconsulto del governo e, con eguale forza, esige che il Governo non presenti tale proposta, che no tiene in conto che il popolo hondureño conserva nella propria memoria, nel proprio cuore e ringrazia ciò che Cuba ha fatto per il nostro popolo con grande solidarietà.

Altri obiettivi nella mappa: Venezuela, Colombia ed il Salvador, per la vicinanza delle elezioni cui partecipò il FMLN. Nei giorni del confronto si mossero a questo paese fratello truppe gringas di stanza in Honduras, passando per la nostre frontiere in questi dipartimenti occidentali del paese che confinano con l’oriente di El Salvador.

Ma ancora più grave e meno conosciuto è il significato dell’occupazione militare degli Stati Uniti all’interno del nostro paese, il duro ed invisibile costo per il popolo hondureño, espresso in violazione dei diritti umani, repressione politica, occupazione di terre da parte dei gendarmi ed espulsione dei contadini per la installazione di basi militari [come ad esempio quello di “Aguacate”, il Centro di Allenamento Regionale Militare (CREM), los Llanos de San Antonio, la base di Concepción], ma anche per il contagio di malattie anteriormente inesistenti in Honduras, per la violenze sui bambini da parte delle truppe hitleriane, per la superbia e la prepotenza della loro intromissione nella vita politica ed economica a beneficio delle imprese nordamericane. Tale situazione si fa ancor più minacciosa con la pretesa di impiantare nuove basi militari nelle regioni indigene: nella Mosquita, dove la ricchezza umana, culturale e di biodiversità sono uniche nel pianeta, nei dipartimenti indigeni dell’occidente, dipartimenti indigeni Lencas di La Paz, Intibuca e Lempira, si sono sviluppate in modo frequente a partire da 6 anni fa operazioni militari conosciute con il nome di “Nuevos Horizontes”.

Questa mentalità di militarismo, che si dice professionale ma che ugualmente, ed in modo più sofisticato, è al servizio dei grandi interessi dei potenti e delle transnazionali, serve su un vassoio d’argento la sovranità della nostra patria, che è un concetto proibito dalle regole dell’economia dominante, dalle istituzioni che la riproducono come la OMC, ALCA, PPP, e dagli organismi finanziari internazionali e regionali come il FMI, BM, BID, BCIE, etc.

Lo accompagnano progetti militari atti a garantire la supposta “stabilità della pace e della crescita economica” quando le vere ragioni sono quelle di imporre la neocolonizzazione, il furto della nostre ricchezze naturali e strategiche come l’acqua, i minerali, il petrolio, la biodiversità, i conoscimenti degli anziani e del popolo, la cultura e la impunità per le transnazionali.

Tale processo è accompagnato dalla privatizzazione attraverso la legge, come quella dell’acqua, o dal finanziamento in forma di prestiti annunciato dal BID nell’incontro tra i Governatori di Lima, Perù: aspetti che devono allarmare ancor più il popolo hondureño: ¡50 milioni di dollari per sfruttamento forestale!!, concessioni minerarie concesse in 17 dei 18 dipartimenti di Honduras, tutti ad eccezione delle Isole della Bahía, che sono però praticamente in concessione turistica. Dove non incontrano minerali ne si possono sviluppare progetti di “etnoecoturismo”, gli tocca l’assegnazione della schiavitù moderna: dighe, maquiladoras, super autostrade per la grande industria e le transnazionali, la invasione transgenica, la bioripateria, etc.

Questa visione e politica ufficiale riaffermano quanto manifestato dal Ministro per la Sicurezza Oscar Álvarez parlando con i mezzi di comunicazione, cioè un rafforzamento dei corpi militari di intelligency, dei corpi anti-terroristi, dei gruppi di reazione immediata, dei cordoni di sicurezza alle frontiere “affinché non entrino terroristi afgani, di nessun paese del Medio Oriente, ne colombiani”. Affermazione che ha come cassa di risonanza i propri capi del Nord, nel tentativo di ottenere maggiori finanziamento per la polizia e l’esercito di Honduras!

Il Ministro per la “Sicurezza” è incantato dallo “show” pubblicitario, come un fantoccio cui piace stare nel circo del super eroe o come un Rambo al servizio della demenza di Bush o anche per fare un “omaggio” all’ombra di suo zio che lo accompagna come “angelo guardiano”: Gustavo Álvarez Martínez, uno dei maggiori violatori dei diritti umani nella storia del nostro paese.

Tutto ciò rende necessario che le organizzazione sociali, includendo quelle che difendono i diritti umani in Honduras, ridefiniscano se stesse analizzando criticamente e oggettivamente la realtà che vive il nostro popolo; che le altre organizzazioni sociali si compromettano rafforzando la coerenza e la comprensione della sussistenza dei motivi della lotta per i diritti umani, la giustizia, la vita, una pace vera e la dignità e sovranità per il nostro paese e nel mondo.

Consejo Civico de Organizaciones Populares e Indigenas de Honduras - COPINH

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