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Speciale 25 Aprile 2007

Mercoledì 25 aprile 2007 00:00 25 Aprile a Milano: Berti-Not-In-My-Name. Nè Moratti Nè Bertinotti per una Liberazione dalla guerra e dal razzismo

news, foto, audio, minivideo dal corteo e dallo spezzone precario, meticcio e metropolitano

Non capiamo l’invito "a mettere da parte i conflitti almeno per un giorno" perché abbiamo imparato a considerare fondamentale il legame tra passato, presente e futuro e perchè il 25 Aprile è una giornata di festa ma sopratutto è una giornata di parte. Siamo di parte e quindi partigiani nel non potere immaginare le nostre vite se non in un futuro libero dalla guerra, in una metropoli meticcia e libera dal razzismo. Partigiani di un mondo in cui trovano spazio, interazione e diritto di cittadinanza tante differenze e molti mondi. In cui nessuno spazio è dato a confini e guerra.

Primo piano:
-  25/04 Multimedia : Foto e Video dal corteo e dallo spezzone precario, meticcio e metropolitano
-  25/04 Multimedia : Altre foto e minivideo sono allegati al comunicato
-  25/04 Comunicato : Nè razzismo nè guerra. Senza se e senza ma : BertiNot In My Name!
comunicato con allegati foto e minivideo del ridicolo
teatrino dei cordoni messi in campo da rifonda
invitiamo a consultare foto e minivideo
-  25/04 News : 25 Aprile a Milano : BertiNot In My Name!

Comunicati:
-  martedì 24/04 lettera aperta : Lettera Aperta ai Partigiani
-  lunedì 25/04 comunicato : Per una LiberAzione dalla guerra e dal razzismo, senza se e senza ma
-  Rassegna stampa

Materiali:
-  No alla Guerra! No al Razzismo! Senza se e senza ma (versione testo vedi sotto)
volantino verso il 25 Aprile del Cantiere e Casa Loca
-  No War Education! Spezzone studentesco, migrante e precario contro la guerra il volantino verso il 25 del Coordinamento dei collettivi studenteschi di milano e provincia
-  Scarica, stampa, riproduci la locandina verso il 25 Aprile


Verso il 25 Aprile 2007 a Milano
No alla Guerra! No al Razzismo! Senza se e senza ma :
Il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia hanno quasi sempre due facce: la prima è quella degli utili idioti, che con una violenza piena di paura e dettata dall’ignoranza attaccano tutto ciò che appare diverso, l’altra è quella dei governi e delle politiche globali, quella ordinativa di chi innalzando muri e barriere, promuovendo segregazione e discriminazione, cerca di controllare e reprimere ogni espressione libera, ogni possibile alternativa dentro la società.

Non a caso in questi mesi assistiamo ad un attacco ai diritti su un vastissimo fronte che passa per le posizioni sempre più grette, omofobe, contrarie ai diritti civili del Vaticano di Papa Nazinger (e la supina accettazione dei suoi diktat da parte del governo e del parlamento) ma passa anche per le politiche punitive di controllo e rifiuto nei confronti dei migranti, basti pensare alla mancata chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea, ma anche a quelle politiche che nelle metropoli, da Via Anelli, fino ai Phone Center e alla ChinaTown milanesi, puntano a rendere impossibile qualsiasi tipo di inter-azione tra culture, mondi e persone.

Funzionali a tutto questo sono i rigurgiti di ideologie nazi-fasciste che nel mondo del 2007 apparirebbero altrimenti improbabili e fuori tempo, come quelle che hanno segnato in questi ultimi giorni gli episodi inaccettabili di razzismo come l’incendio e il presidio presso il campo Rom di Opera, l’imbrattamento con simboli nazisti e frasi irripetibili alla Libreria babele, all’Islamic relief, alla moschea di viale Jenner, alla China Town di Milano.

Tutto questo è strettamente connesso alla guerra globale, al tentativo di giustificare, in nome della guerra di civiltà e dell’invasione gialla, africana o latinos a seconda dei casi, il dispiegamento permanente di eserciti in Libano, Afghanistan, Palestina, Colombia, Iraq, Somalia, insomma nelle zone di guerra ad alta intensità (dove umanitarie operazioni di polizia internazionale bombardano e massacrano popolazioni civili), così come la moltiplicazione delle frontiere, sia lungo i confini della Fortezza Europa sia nei ghetti delle nostre città.

L’obiettivo è mettere a tacere tutti coloro che non sono embedded, tutti coloro che esprimono il rifiuto della guerra come meccanismo costituente dell’ordine sociale, come Emergency che in Afghanistan, proprio grazie alla sua posizione chiara, contro la scelta di inviare truppe nella regione da parte del governo italiano, ha curato 1,3 milioni di persone nei suoi numerosi ospedali senza mai subire attacchi militari.

Abbiamo assistito ad una tragica e drammatica vicenda, in cui il governo italiano ha usato la credibilità assunta da Emergency, grazie al fatto che dal basso, a fianco della gente ha cercato di salvare vite, per risolvere e trattare riguardo al rapimento di Mastrogiacomo, ma ha poi scelto di abbandonare non solo Adjmal Nakshbandi nelle mani dei Talebani, ma anche Rahmatullah Hanefi, nelle mani dei servizi segreti del "governo amico", degli alleati torturatori di Karzai.

Essere in piazza il 25 Aprile è per noi un’occasione per riportare al centro contenuti e conflitti attuali, per fare della memoria nuovo senso e per resistere all’attacco di chi vorrebbe che anche questa data, fosse embedded, silenziosa, imbavagliata dietro allo specchio di una ricorrenza che non parla dell’attualità dei lager e dell’antifascismo inteso come antirazzismo, conflitto sociale dispiegato contro la guerra e la morte.

Meetpoint:
Spezzone meticcio, antirazzista, antifascista e contro la guerra.
Ore 14.00 - Palestro


Info e adesioni, comunicazioni:
cantiere@globalproject.info
casaloca@gmail.com
cantiere.org + cantiere@globalproject.info tel 0236511380
casa loca + casaloca@gmail.com tel 02 87396844

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