CLAIMS!

Seguendo la Monnezza

di Antonio Musella

Napoli - Giovedì 28 giugno 2007

Seguendo la monezza...

Il vento caldo del "doppio senso" accompagna la nostra strada tra Napoli e Giugliano. Un’altra tappa di un monnezza tour che negli ultimi mesi c’ha portati un po’ ovunque in Campania tra presidi permanenti, comitati di lotta, picchetti antidiscarica, presidi ai cancelli dell’ennesimo mostro ambientale nato dentro la logica del profitto a tutti i costi che attraversa la quotidianità di questa regione.
La moto sfreccia sul "doppio senso", una circumvallazione esterna che collega Napoli con il litorale domizio, una strada dalle mille storie, dai mille interessi, che percorre tanti, troppi drammi sociali. La prostituzione, lo sfruttamento dei lavoratori migranti, l’abusivismo edilizio, ma forse, il più drammatico di tutti, l’aspetto più allucinante di questi territori e’ quello che solo da qualche anno abbiamo imparato a vedere: la devastazione ambientale prodotta dallo smaltimento dei rifiuti.
Arriviamo sulla rotonda di Villaricca, una delle tante rotonde del "doppio senso" che prendono il nome dagli svincoli e dalle loro direzioni: Villaricca, così come Giugliano, Qualiano, Parete, Villa Literno, sono l’estensione della metropoli, una volta aperta campagna in cui si coltivavano le "mele annurche" prodotto unico ed esportato ovunque, ora zone residenziali in cui trovano alloggio i fuori usciti dalla città sia per scelta che per condizione. Quelli che lo sono per condizione, si sono insediati in questa zona a causa dell’esplosione esponenziale del mercato del mattone, dell’innalzamento dei fitti, e per effetto di quel processo di espulsione delle fasce sociali deboli dalla metropoli alla periferia ed oltre, creando attorno alla città una distesa di insediamenti urbanizzati che la trasformano in una mega metropoli per il nostro paese: Napoli 1,3 milioni di abitanti circa, la sua Provincia ne conta almeno 1,5 milioni.
Poi ci sono quelli che sono venuti qui per scelta, per avere l’aria buona, una città a misura d’uomo, il verde, i prodotti genuini, caso mai in una villetta a schiera per stare più comodi, ed è a loro che pensiamo mentre attendiamo Pina e Lele sulla rotonda di Villaricca.
Pina e Lele sono di Attac Giugliano Fronte Popolare, un collettivo vero e proprio che nasce dall’esperienza di alcuni compagni storici di Giugliano ed il lavoro contro la devastazione ambientale fatto negli ultimi anni. Non c’entrano nulla con Attac di Bersani, ma tanti anni fa alcuni attivisti di Giugliano diedero vita ad una sezione di Attac, ben presto se ne allontanarono, ma erano diventati conosciuti sul territorio come Attac, e da lì la decisione di mantenere il nome, ma aggiungendoci Fronte Popolare, sigla dal sapore moderno, novecentesco, ma che senza dubbio e’ una buona sintesi di come lavorano: dal basso, tra la gente, girando casa per casa, facendo riunioni ovunque, con casalinghe, professionisti, contadini, cittadini attivi e meno attivi.
Pina e Lele cominciano a chiederci di come va a Napoli, delle lotte in città per il diritto al territorio, ma noi rispondiamo un po’ evasivi, siamo qui per continuare il "monnezza tour" e, caschi il mondo, vogliamo vedere, vedere cose che fino ad ora abbiamo visto al massimo in foto, o sentito alle riunioni regionali dai compagni di Giugliano, ma che ora vogliamo vedere con i nostri occhi. Il giro comincia e Pina si mette al volante della macchina di Lele "cominciamo con Taverna del Re, però vi devo far vedere tutto, ma proprio tutto!!.
Bene e’ quello che vogliamo!
"
Giugliano in Campania e’ una città di 120mila abitanti, la seconda città della Campania per numero di abitanti e tra le primissime per estensione del territorio. Nota alle cronache per la presenza costante di una camorra non stracciona, ma di quelle dei grandi affari, quella appunto di Giugliano – Marano – Villaricca, quella dei Mallardo, dei Nuvoletta, dei Bardellino, una camorra che controlla tutto, dai paletti sui marciapiedi ai grandi affari che su questo territorio e da questo territorio partono con milioni di euro che girano come tourbillon.
Il triangolo della morte Giugliano – Qualiano – Villaricca ha un aumento dei tassi di mortalità per tumore del 14% più elevata della media; il Comune di Giugliano, sciolto innumerevoli volte per infiltrazioni camorristiche, e’ guidato da qualche anno dal sindaco Tagliatatela, una brava persona dei Ds, uno che non e’ un camorrista, ma che non ha nessun potere effettivo sulle scelte del territorio. A Villaricca, invece, c’e’ il sindaco Raffaele Topo della Margherita, in una città dove non c’e’ abusivismo edilizio perchè tutto e’ sotto concessione edilizia, altrimenti che affari sarebbero?
Pina e Lele ci portano alla rotonda di Auchan , l’ennesima del "doppio senso" "da qua parte tutto, svolti questa strada e cominci a capire che cazzo ci sta in questa terra", il tono e’ perentorio, non quello di chi vuole stupirci, ma quello di chi e’ sicuro che ciò che vedremo basterà per sconvolgerci.
Lo svincolo è quello per Villa Literno: "là non ci arriviamo, ma sarebbe bello farvi vedere anche il maxi deposito di ecoballe che sta laggiù". Villa Literno è proprio il paese famoso che conoscono un po’ tutti, citato un po’ da tutti, dagli Almamegretta a Saviano, il paese dove centinaia di migliaia di migranti vengono utilizzati per la raccolta dei pomodori per 12 ore al giorno per stipendi da fame: gli stessi pomodori, le stesse coltivazioni, sorgono a pochi metri dalle ecoballe e dalle discariche abusive con alto concentrato di metalli pesanti, cadmio, piombo esavalente, e tanto altro.
Sul lato destro della strada si susseguono grandi ristornati, quelli dei grandi ricevimenti, dei matrimoni dei camorristi da 500 invitati e più, quelli delle grandi cerimonie. Mentre la percorriamo decine di camioncini scaricano nei ristoranti frutta avvelenata.
Svoltiamo a sinistra…
"Ecco, da dopo il Ponte Ricci, 100 metri a sinistra c’è l’unica entrata del deposito di ecoballe di Taverna del Re. Lì inizia, per sapere dove finisce vedete fino a dove riuscite a percepire il luccichio dei teloni neri sulle ecoballe...".
Taverna del Re si presenta proprio così, una immensa distesa di ecoballe che si perdono all’orizzonte; continuiamo a camminare per alcuni chilometri e alla nostra sinistra ci sono terreni coltivati a pesche, albicocche e ciliegie, a destra le ecoballe: piazzole con colata di cemento, 20 metri di altezza per una lunghezza mai inferiore ai 100 metri. Taverna del Re viene continuamente ampliata, quasi tutti i giorni, mentre tutti i giorni 24 ore su 24 i camion scaricano le ecoballe prodotti dai Cdr di Giugliano e Caivano.
Le ecoballe dovrebbero essere delle balle di immondizia in cui l’umido viene separato dal secco, il quale, a sua volta, deve essere trattato e tritovagliato. La ecoballa infine dovrebbe essere bruciata negli inceneritori. I Cdr della Campania sono sette, due in provincia di Napoli, a Caivano e Giugliano; gli impianti di Cdr dovrebbero appunto produrre Combustibile Da Rifiuto, ma quelli della Campania -che lo diciamo a fare - qua tutto e’ particolare...
La magistratura per decine e decine di volte ha chiuso e sequestrato i Cdr della Campania perchè non a norma, non separano i rifiuti, non li trattano, sono impianti obsoleti che inquinano e le ecoballe che ne escono sono tecnicamente "cattive". Le ecoballe dei Cdr della Campania altro non sono che i sacchetti dell’immondizia, al massimo tritovagliata, con una bella plastica bianca e verde intorno. Dopo tutti questi sequestri, che mandavano al tappeto la raccolta dei rifiuti in Campania, provocando emergenze (non si poteva raccogliere l’immondizia perchè gli autocompattatori erano bloccati davanti ai Cdr chiusi), la magistratura ed il Commissariato straordinario all’emergenza rifiuti si sono inventati una strategia incredibile: i Cdr sono stati declassati ad impianti di semplice tritovagliatura, anche se tutti continuano a chiamarli Cdr, e, dunque, possono produrre ecoballe "cattive", visto che istituzioni locali, commissariato e magistratura hanno politicamente deciso che quegli impianti non solo non possono produrre ecoballe a norma, ma che, infondo, a nessuno interessa che lo facciano….
Le ecoballe di Taverna del Re sono questo, monnezza avvolta in plastica verde e bianca, sotto teloni neri, sopra piazzole di cemento... per chilometri e chilometri e nessun inceneritore potrà mai bruciare queste ecoballe.
Se arrivate a Napoli in aereo vi può capitare di vederle prima dell’atterraggio oppure, se c’e’ un po’ di intasamento in pista e siete costretti a girare un po’ intorno a Capodichino, vedrete una distesa bianca e verde, infinita.
Scendiamo dalla macchina con Lele e Pina e la puzza è insopportabile, segno che le ecoballe rilasciano percolato, e quindi c’e’ presenza di umido che non e’ stato diviso dal secco. Ci avviciniamo a quella che dovrebbe essere una recinzione, ma in realtà non può esserlo, visto che il deposito di ecoballe si ingrandisce ogni giorno prendendo terreni in fitto per circa 110 mila euro l’anno per farci le piazzole di ecoballe. Ci affacciamo dentro e scopriamo che ormai le ecoballe le trasportano nascoste i tir dai marchi insospettabili.
Birra “Drive” con il faccione di Giancarlo Fisichella in primo piano….dentro 22 ecoballe….
I mezzi meccanici accatastano le ecoballe, mentre i gabbiani volteggiano sulle ecoballe per beccare nella monnezza. Quelle coperte dai teloni sono afflosciate, anche lì nessuna differenziazione tra secco e umido; molte balle sono bucate e ci avviciniamo.
"Questa e’ la busta della CRAI, il supermercato dove vado a fare la spesa io" e dentro spazzatura comune ed indifferenziata. Con Lele ritorniamo verso la macchina osservando alla nostra destra gli alberi di pesche che crescono a ridosso delle ecoballe: "La cosa assurda e’ che sopra le balle ci vivono branchi di cani", tutti i randagi delle campagne limitrofe visitano continuamente il deposito di Taverna del Re e raggiungono la sommità del quadrato delle ecoballe a 20 metri d’altezza e le bucano per mangiare la munnezza!!
"Quando siamo venuti con Paul Connet non ci poteva pensare a come erano fatte ste ecoballe, pensa che ne aprimmo una e dentro c’erano solo buste dell’immondizia così…come se fosse stato un cassonetto".
Il tour continua, ma io ed Ivo cominciamo a rimanere in silenzio, un po’ sconvolti, un po’ tramortiti.
"Non vi ammutolite che non avete visto ancora niente guagliù, se voi vi ammutolite io che devo fare!!" Pina è decisa e ci riprende da un lungo silenzio.
Ritorniamo indietro e a poche centinaia di metri giriamo a destra per Tre Ponti di Parete, una via che e’ tutta nel Comune di Giugliano nonostante il suo nome. Ai lati della strada, a destra e a sinistra, una distesa infinita di discariche abusive di qualsiasi tipo di rifiuto: residui edili, televisioni, materiale elettrico, amianto, eternit, metalli pesanti, batterie, immondizia tal quale, tutto bruciato più e più volte, ed accanto continuano inesorabili le coltivazioni, tra mele, pesche ed anche delle serre. Continuando per Tre Ponti di Parete arriviamo alle discariche Gesean Uno e Due, vecchie discariche ormai chiuse, mai bonificate, e lasciate lì a martoriare il territorio. Continuiamo per altri 500 metri mentre fuori alle Gesean Uno ci sono rifiuti di qualsiasi tipo, poi svoltiamo a destra.
"Benvenuti alle Resit, qua ci sta tanta di quella merda che non saprei paragonare ad altro disastro ambientale in Campania". Le discariche Resit 1 e Resit 2 sono state al centro di inchieste della magistratura sui traffici di rifiuti tossici che da tutta Italia giungevano in Campania ed a Giugliano in particolare. La Resit 1 e la Resit 2 furono prima sequestrate dalla magistratura perchè coinvolte nei traffici illegali di rifiuti pericolosi , e in precedenza, all’inizio degli anni ’90, dopo essere state sequestrate alla camorra, furono dichiarate legali dal Commissario straordinario dell’epoca, il prefetto Antonio Importa, che non trovò migliore soluzione per le due discariche sequestrate alla camorra. La storia delle Resit e’ raccontata da Saviano in "Gomorra" e per chiunque la legga e’ una storia che fa venire i brividi, ma è nulla se non si comprende il contesto.
Abbiamo fatto con la macchina un percorso di meno di 5 chilometri ed abbiamo visto nell’ordine : il deposito di ecoballe "cattive" di Taverna del Re, le discariche abusive di Tre Ponti di Parete, la Gesean Uno e Due, la Resit Uno e Due... cos’altro ancora…?!
Lele ci fa notare che fuori alla Resit Uno ci vengono a scaricare dai mercati ittici, ed infatti ci sono ammassi di vongole, lupini e telline. Tra la Resit Uno e la Resit Due che sono una di fronte all’altra ci sono alberi di pesche!!
Continuiamo l’impervia strada di campagna ed arriviamo ad un nuovo deposito di ecoballe a destra ed a sinistra della stradina che percorriamo. Le sigarette se ne vanno una dietro l’altra, mentre Pina ci racconta che questo deposito di ecoballe si e’ incendiato alcune volte, ed alla fine hanno dovuto mettere una ditta di vigilanza "La Sicurezza", guarda caso la stessa ditta di vigilanza che sorveglia tutti i siti della zona per conto del Commissariato straordinario all’emergenza rifiuti.
Vigilanza, rifiuti, soldi, appalti, camorra e politici, il minimo denominatore e’ presto tratto, d’altronde pare essere l’identikit di Gennaro Mola Assessore Ds al Comune di Napoli con delega ai rifiuti ed alla sicurezza, padrone di tre ditte di vigilanza privata che vincono appalti pubblici per Regione e Provincia senza che nessuno si scandalizzi e parli di conflitto d’interesse.
Continuiamo la stradina sterrata che abbiamo intrapreso all’altezza delle Resit e finalmente ne vediamo la fine. Siamo davanti al Cdr di Giugliano.
Verde come tutti gli impianti Cdr in Campania, la fila degli autocompattatori fuori a questo mostro che tratta a caldo i rifiuti può durare anche 20 ore, ed in emergenza ne dura 38.
"Gabriele quando venne disse che bastavano due filtri e non avrebbe inquinato, che era pulito, qua introno ci vivono 400 famiglie!! E mò che se ne fanno del posto alla Pan o alla Recam se muoiono di tumore??".
Corrado Gabriele e’ Assessore Regionale al Lavoro ed alla Formazione di Rifondazione Comunista, il suo paese di origine e’ Marano di Napoli e la sua cerchia elettorale si espande proprio in questa zona. A Giugliano, improvvisamente, da qualche anno tutti sono andati a lavorare per la Pan, la Recam o la Smartway, ditte dedite all’informazione sui rifiuti, la raccolta differenziata, e la Smartway, in particolare, dedita alla manutenzione delle strade. Tre carrozzoni creati da Corrado Gabriele quando era Assessore al Lavoro della Provincia di Napoli e da lui stesso salvate quando stavano per fallire grazie ad una ricapitalizzazione in extremis della Provincia. Il fratello di Gabriele e’ stato Assessore al Comune di Giugliano qualche anno fa, nonostante fosse stato l’ultimo dei votati in Rifondazione Comunista con soli 7 voti!!
Gabriele oggi e’ tra i più potenti della cerchia di Antonio Bassolino, artefice dei progetti di formazione e lavoro in Campania, dell’orientamento, della formazione professionale di migliaia di disoccupati organizzati, molti dei quali legati a lui organicamente, e’ il promotore del progetto I.SO.LA , 12 mesi di work experience per i disoccupati che hanno svolto l’orientamento e la formazione professionale. Insomma un uomo dalle risorse infinite per costruire in questi territori clientele consistenti, anche grazie alla spartizione dei posti nei consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate della zona e dei consorzi di bacino dove Rifondazione ha un ruolo di primo piano.
Dopo aver visto il Cdr ci prendiamo una pausa, Lele ci porta in uno spazio abbandonato conteso tra uno di quegli enti moribondi in via di liquidazione ed il Comune di Giugliano: "Qua stiamo facendo le riunioni dei comitati, sarebbe bello occuparlo e farci proprio un centro sociale, ma non siamo più giovanissimi per tenerlo". Lele continua a chiedermi della geopolitica napoletana, centri sociali, aree politiche, "Allora adesso siete Global Meeting Network??". Mentre gli racconto le miserie napoletane fatte di autoreferenzialità e tentativi di riaprire spazi di movimento, mi rendo conto di cosa abbiamo davanti, un territorio distrutto, interessi di milioni e milioni di euro difesi manu militari da camorra, imprenditori e politici che compongono un comitato d’affari che tiene in mano non solo la città, la Regione, ma un pezzo di economia di questo paese.
"Ora andiamo verso Villaricca e verso casa mia" Pina ha già l’amaro in bocca per cosa vedremo tra Varcaturo e Villaricca. Pina è napoletana viveva a Via Epomeo a Soccavo, quartiere operaio nella zona flegrea della città, si è trasferita a Giugliano per scelta per stare in campagna, per uscire dall’inquinamento della città e dai ritmi impossibili, è capitata accanto alla discarica di Settecainate.
La discarica di Settecainate non è nemmeno malissimo, tanto che ci estraggono anche il turbogas dalle bio masse, ma è lì dove tutto e’ cominciato, dove si sono conosciuti tutti, su quelle barricate dove c’eravamo anche noi nel 2004 pur senza conoscere nessuno se non Mimmo detto "O’Mericano", figura mitologica dell’antagonismo giuglianese. Titolare di una ditta di logistica, impianti per feste di piazza ed impalcature, Mimmo è una risorsa infinita… ha tutto, palchi, tendostrutture, saldatrici, macchine per la stampa, tutto ciò che è logistica è Mimmo O’Mericano, e ricordo ancora il suo apporto importantissimo nei primi mesi di occupazione di Insurgencia. Mimmo, Pina, Lele, Umberto, Tanio e tanti altri si sono conosciuti nella lotta per difendere il loro territorio e da li ne è nato un sodalizio bellissimo.
Continuiamo il tour passando per discariche ormai sature, chiuse e mai bonificate, dove dentro c’e’ finito di tutto, cave trasformate in discariche e valloni diventati sversatoi abusivi. Sono 40 le discariche legali ed abusive tra Giugliano – Qualiano e Villaricca.
Arriviamo a Villaricca 2, una discarica enorme, ormai satura, ma che emana ancora una puzza nauseabonda che segnala le perdite di percolato e la mancata bonifica dell’area e della discarica, una strada che la costeggia e diventata l’ennesima discarica abusiva che vediamo oggi, ma l’assurdo è cosa c’è introno alla discarica, un intero quartiere residenziale completamente nuovo, Villaricca 2 appunto, campi di calcio accanto alla discarica chiusa su cui giocano a pallone bambini ignari. Gente venuta da Napoli per stare tranquilla e nel verde pagando centinaia di migliaia di euro le villette a schiera ignari di ciò che c’era accanto. Si dice che addirittura la chiesetta di Villaricca 2 con il suo Campanile sia sorta su una cava riempita di mondezza per anni e poi chiusa. Passiamo dentro la zona residenziale dove c’e’ un’associazione che si spaccia per comitato ambientalista, interessi camorristici che si sono intrecciati con 100 mila euro di finanziamenti per la bonifica dell’area.
Continuiamo il giro per Villaricca arrivando a Via Ripuaria, chiusa da poche settimane perchè fuori da ogni norma sullo smaltimento dei rifiuti. Durante gli sversamenti la monnezza veniva accumulata nella vasca e durante la notte, dalle 2 in poi, veniva portato a Villaricca il percolato proveniente anche da altri luoghi che veniva "innaffiato" con delle pompe nell’invaso. Ad uno dei sopralluoghi di Bertolaso in Via Ripuaria, fu gettata una pietra in quella che sembrava una distesa di terra, in realtà era percolato che aveva fatto una membrana in superficie e la pietra affondò.
La discarica è stata chiusa il 30 maggio, ma si teme che possa essere riaperta.
Finiamo il giro visitando quelle che sono delle cave che potrebbero essere utilizzate come discariche, il vero terrore degli attivisti di Giugliano. Cava Illiano e Cava Lubrano sono delle cave di pozzolana gigantesche, enormi, che si estendono per chilometri. "Se questi vendono al commissariato siamo fregati, siamo gia morti"; c’è spazio per tutti i rifiuti della Campania se vogliono continuare nella logica dell’incenerimento e delle mega discariche. Il giro è finito, in 5 ore abbiamo visto cose allucinanti, un territorio che sapevamo inquinato e che abbiamo scoperto peggio, una agricoltura completamente compromessa, il futuro di centinaia di migliaia di cittadini segnato dalle malattie tumorali. Arriviamo a casa di Pina dove teniamo una riunione in vista delle prossime iniziative, del Monnezza Day e della prossima riunione regionale dei Comitati a Napoli. Lele ci fa vedere un pozzo in campagna:
"Portavo sempre mia figlia a fare le passeggiate in campagna e per non farla avvicinare ai pozzi le raccontavo che lì c’era l’orco cattivo e tanti mostri. Beh, c’hanno trovato il nipote di Di Lauro ammazzato!!".
Dopo la riunione torniamo alla rotonda di Villaricca dove Ivo ha lasciato la moto. Lele continua a chiederci di fatti napoletani, ed io penso all’esclamazione di Francesco Raparelli, "Andate via!!".
Se non vanno via Pina e Lele perchè dovremmo andare via noi. Ripartiamo sul "doppio senso", pochi chilometri e raggiungeremo Scampia, abbiamo un mal di pancia strano, come un vuoto, o come un pugno diritto allo stomaco.
Abbiamo visto forse troppo, e tutto insieme, ma siamo ben coscienti di aver visto solo una parte.
Il monnezza tour continua...

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