RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 17.08.07

Si «incollano» per protesta contro lo scalo di Heathrow

Venerdì 17 agosto 2007
Ambiente
L’azione fa parte di una serie di inziative mirate a richiamare l’attenzione sui rischi per il clima e contro l’aeroporto londinese. Tensione per oggi, giornata conclusiva della protesta

Orsola Casagrande

Si sono incollati con della colla speciale all’edificio che ospita il ministero dei trasporti britannico. Una decina di manifestanti impegnati nella settimana di azioni dirette sul clima si è recata ieri mattina presto al ministero armata di vasi di colla speciale e pennelli. Sei dei manifestanti si sono quindi incollati alle porte girevoli dell’edificio, nel centro di Londra, rendendo impossibile l’entrata ai dipendenti.
Altri due giovani invece sono saliti sulle spalle degli incollati e hanno srotolato uno striscione con scritte contro l’espansione dell’aeroporto di Heathrow, il più grande scalo londinese. La polizia, subito sul posto, ha provveduto con l’aiuto di alcuni infermieri a «scollare» i manifestanti dalle porte. «Siamo giovani come vedete - ha detto uno di loro, Miko Minio - perché siamo noi giovani che dovremo vedercela con le conseguenze dei cambiamenti del clima in futuro».
Miko Minio fa parte di centinaia di giovani uomini e donne che da sabato scorso si sono accampati nei pressi di Heathrow in attesa del via ufficiale, martedì, del Camp for climate action, il campeggio di azioni sul clima.
Una settimana di azioni dirette per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento e all’uomo.
Ma anche una settimana di proteste contro l’ampliamento di Heathrow (che prevede la costruzione di una terza corsia che cancellerà letteralmente una fetta di paesaggio, separando i villaggi di Sipson e Harlington) e l’uso di aerei privati. Proprio giovedì dieci manifestanti erano stati arrestati dopo essersi incatenati ai cancelli degli aeroporti di Biggin Hill (nel Kent) e Farnborough (in Hampshire), entrambi scali specializzati in voli d’affari privati.
I cittadini che si sono accampati nei pressi di Heathrow hanno piazzato le loro tende e sono stati accolti da centinaia di residenti contrari all’ampliamento dell’aeroporto. Molti residenti hanno montato le loro canadesi per dar man forte agli attivisti arrivati da tutta l’isola.
I campeggiatori sono organizzati in neighbourhoods, cioè gruppi di tende legati tra loro dalla provenienza geografica. Qui nelle neighbourhoods si cucina collettivamente e si organizzano piccole iniziative di disturbo. La polizia teme soprattutto la giornata di domani, quella conclusiva, dove gli organizzatori promettono «scintille» a Heathrow. La paura principale delle autorità è che i manifestanti possano bloccare le attività del maggior scalo londinese. Gli organizzatori ieri hanno ribadito di non avere intenzione di bloccare le piste, ma hanno invitato tutti a portare «borse e travestimenti».
Una delle possibili azioni, un incubo per la security dell’aeroporto, è quella di lasciare incustoditi i bagagli. Decine e decine di bagagli. O di entrare nelle sale vip vestiti da businessman solo per volantinare e megafonare sugli effetti devastanti di un modello di sviluppo che sta «distruggendo il pianeta», come recita uno striscione al campeggio. Un altro striscione informa che «il pianeta non ha uscite d’emergenza».
La polizia, per contrastare le azioni dirette dei manifestanti, domani sarà a Heathrow con ben 1200 uomini.
Nel tentativo di limitare la protesta BAA, la compagnia aeroportuale britannica che gestisce sette scali inglesi, ha chiesto e ottenuto dall’Alta Corte un’ingiunzione per uno dei gruppi di cittadini più attivi, «Plane Stupid». Ma gli attivisti si sono riversati alla fabbrica dei superjumbo, gli airbus, a Broughton, nel Galles. Qui hanno occupato un camion contenente un’ala di un airbus A380, l’aereo passengeri più grosso al mondo. L’ala stava partendo per Tolouse in Francia dove gli aerei vengono assemblati. «Credo che la polizia dopo tutto avrebbe preferito che la Corte decidesse di farci partecipare al campeggio di Heathrow: almeno ci avrebbero potuti controllare meglio», dice ridendo al telefono uno degli attivisti responsabili del «sequestro» dell’ala dell’A380.

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