L CASO DAL MOLIN. Clamorosa decisione dell’amministrazione comunale dopo l’annuncio di manifestazioni di protesta del Presidio permanente contro il progetto di costruzione della Ederle bis all’aeroporto. Duro j’accuse del sindaco per la barbara interruzione
Gian Marco Mancassola
«Mi consolo: vorrà dire che risparmierò i soldi dei biglietti che avrei comprato per me, famigliari e amici». Non è una gran giornata per Enrico Hüllweck. Ci ha pensato su fino all’ultimo, con l’umore oscillante fra il sì e il no. Alla fine ha prevalso il no. La cena dei Oto non si farà. Cancellata. Sarebbe stata la sua ultima cena: non se ne fa più nulla, con tante scuse e rimborsi ai 350 che si erano già prenotati un posto a tavola. Il sindaco comunica la sua decisione all’ora di pranzo, con mezz’ora di conferenza stampa e una paginetta di comunicato in cui riversa il suo j’accuse a chi secondo Hüllweck è responsabile della clamorosa sospensione.
I rischi. «Il vergognoso atteggiamento arrogante e incivile - attacca - con il quale il comitato No Dal Molin ha proclamato e ufficialmente annunciato di voler manifestare il proprio odio antiamericano e la propria insofferenza verso le istituzioni democratiche, compreso il presidente della Repubblica, preparando azioni di aggressione, di offesa e di disturbo nei confronti dei vicentini partecipanti alla festa serale della Cena dei Oto in corso Palladio, deve far riflettere l’amministrazione comunale sull’opportunità di non esporre gli autentici vicentini al rischio di subire aggressioni o angherie e di non poter godere in sicurezza e serenamente del diritto di partecipare a una loro tradizionale festa, per la quale, come è nella consuetudine, hanno tutti pagato il biglietto, senza favoritismi».
La polizia. Hüllweck parla senza mezzi termini di rischio e di aggressioni: «Tale rischio - prosegue - deriva, purtroppo, dall’impossibilità, comunicataci da parte dei responsabili locali delle forze di polizia di poter tutelare completamente in tal senso i diritti dei cittadini. Il ruolo della polizia di Stato appare, infatti, determinante in tale contesto, essendo impensabile accollare ai vigili urbani il compito di affrontare i manifestanti provenienti da tutta Italia». «D’altro canto, sarebbe ingeneroso colpevolizzare i locali rappresentanti della polizia di Stato degli effetti di una situazione che vede da tempo Vicenza alla mercé di estremisti e manifestanti di professione provenienti da tutta Italia, in virtù di una sovraesposizione certamente strumentale e propagandata ad arte di una situazione locale che sembra inspiegabilmente sottovalutata in taluni ambienti responsabili nazionali».
Il successore. Se i promotori della protesta cantano vittoria per la ritirata di palazzo Trissino, Hüllweck respinge ogni eco di peana: «Nel sospendere, quindi, per quest’anno, la festa serale dell’8 settembre in corso Palladio, crediamo di compiere un gesto non già di debolezza ma di responsabile tutela nei confronti dei cittadini di Vicenza, ai quali spetta giudicare l’operato del comitato No Dal Molin. Al prossimo sindaco lascio l’invito e l’augurio di riprendere una festosa tradizione popolare oggi così barbaramente interrotta».
Il semaforo. «Quando in prefettura, durante il vertice di mercoledì - racconta il vicesindaco e assessore alla Pubblica sicurezza Valerio Sorrentino - ci è stato chiesto se avessimo identificato coloro che si erano prenotati, con sorpresa di tutti abbiamo spiegato che nessuna identificazione era stata fatta. Perché questo era lo spirito della festa: aperta a tutti, tutti dovevano semplicemente acquistare il proprio biglietto. Non era la cena dei Vip, era la festa dei vicentini. Se avessimo voluto evitare infiltrazioni, avremmo organizzato un evento su invito».
«Si stanno dando la zappa sui piedi - incalza Hüllweck - si stanno isolando dal resto della città. Sconfitta? Proprio no, direi. È come se a un incrocio mi ritrovassi a passare con il verde, avendo a bordo altre persone, mentre dall’altra parte un’auto passa con il rosso. Io non proseguo, convinto di avere ragione, mettendo a repentaglio la vita dei miei passeggeri: mi fermo e lascio passare l’altro, anche se sta violando le regole. È ancora più idiota pensare di vincere passando con il rosso».
La guerra. L’annullamento della cena rischia di diventare un precedente per tutte le manifestazioni future, l’inaugurazione del nuovo teatro compresa. Per questo il sindaco lancia l’ennesimo appello al governo e al ministero degli Interni perché tutelino Vicenza dopo una decisione, quella di costruire la Ederle 2 al Dal Molin, avallata dal capo dello Stato. «Vicenza - afferma - rischia di diventare terreno di guerra creata da chi promuove in modo scientifico queste manifestazioni. La città va tutelata. I vicentini hanno diritto di vivere la loro vita normalmente. D’altra parte, la blindatura dell’evento avrebbe tolto serenità e lo spirito di festa. E poi non si può usare denaro pubblico per pagare centinaia di poliziotti, come invece costringono a fare quelli del comitato No Dal Molin, pronti a distruggere la vita dei cittadini in nome della causa anti-americana».
L’“ALTROCOMUNE”. Confermata la pentolata in piazza dei Signori
E quelli del “No” cantano vittoria
A Caldogno aperto il festival “No Dal Molin” Fino al 16 settembre concerti, dibattiti e spettacoli teatrali con molti ospiti famosi
I promotori della protesta non confermano né smentiscono l’indiscrezione sugli infiltrati
«La decisione di non fare la cena rappresenta per noi una vittoria». Parola di Marco Palma e Teo Molin Fop, i due esponenti del Presidio permanente che ieri mattina hanno presentato il programma di azioni da inscenare durante la cena sotto le stelle in corso Palladio. Parole pronunciate pochi minuti prima che il sindaco Enrico Hüllweck comunicasse la sospensione della festa di sabato sera.
Nel pomeriggio arriva la stoccata dell’Altrocomune, che annuncia: non è finita qui.
«Quel che è giusto è giusto - si legge nella nota diramata dal Presidio contro la base Usa - chi ha svenduto Vicenza non poteva appropriarsi del centro cittadino per una cena tra intimi, com’era quella organizzata dalla giunta comunale in occasione dell’8 settembre. Volevano celebrare gli sfarzi di un’Amministrazione che, ormai, non rappresenta da tempo la maggioranza dei vicentini; volevano cenare al cospetto dei gioielli architettonici di Andrea Palladio che loro stessi hanno messo a rischio favorendo il progetto di militarizzazione della nostra città. Era una cena illegittima e, come è giusto che sia, non si farà».
Ma cosa avevano intenzione di mettere in atto contro la cena? In piazza dei Signori era stata programmata una protesta rumorosa a base di pentole, sirene, trombe, tamburi. La quantità di decibel sufficiente per demolire i timpani dei commensali. L’obiettivo dichiarato era «rendere il più sgradevole possibile la festa all’amministrazione comunale». Palma e Molin Flop non hanno speso troppe parole per commentare l’indiscrezione sugli infiltrati che, si narra, avevano acquistato una cinquantina di biglietti per portare la protesta al cuore della cena: «Non possiamo confermare né smentire, potrebbero esserci come no. Noi non distribuiamo biglietti, ma ognuno è libero di assumere le iniziative che vuole, come accaduto al concerto della banda americana a Monte Berico».
I promotori della protesta confermano che la loro manifestazione si terrà comunque, nonostante la cena non vada più in scena. «A partire dalle 18 saremo in piazza dei Signori - spiegano - per festeggiare l’8 settembre di quanti continuano a battersi per difendere il futuro di Vicenza; sarà un’iniziativa a cui tutti i cittadini potranno partecipare, senza transenne, biglietti e posti riservati. Saremo nel centro cittadino perché noi siamo coloro che difendono i beni artistici e architettonici della nostra città, a differenza del sindaco che non ha esitato a metterli in pericolo per favorire il progetto statunitense di costruzione della nuova installazione militare».
Ieri sera, intanto, ha aperto i battenti il festival No Dal Molin con i primi appuntamenti. Oggi alle 18.30 è in programma un dibattito su “Impatto delle strutture militari e difesa dei beni comuni”. Domani ci sarà Naomi Klein, domenica sarà la volta di Mustafà Barghouti. Fino al 16 settembre ogni giorno ci saranno concerti, spettacoli teatrali, dibattiti e assemblee: fra gli ospiti anche Alex Zanotelli, Bepi De Marzi e Luca Casarini.G.M.M.