Sabato 29 Settembre, Bologna: 5000 persone sfidano i divieti di Cofferati per chiedere la fine delle politiche proibizioniste e per dire basta alla chiusura degli spazi sociali.
La polizia carica ma la notizia non viene ripresa dai giornali. Il questore dichiara che non sarà più possibile sfilare in centro mentre piovono denuce per gli organizzatori
"La manifestazione è andata bene, è stata un momento di riconquista di una parte della città, ora dovremo confrontarci con le repressione. Ci siamo ripresi la strada e ci riprenderemo anche gli spazi che ci hanno chiuso e negato.
La parola d’ordine era ’via Cofferati’, non come uomo ma come simbolo di una politica nazionale che si sta imponendo in tutta Italia..."
Ascolta l’intervista a Rosario Picciolo, Livello 57
"Una manifestazione che si voleva seppellire sotto pagine e pagine di prescrizioni ha mostrato consepelozza di se e capacità di costruire una dimensione pubblicas dove tutti e tutte potessero stare insieme riprendendosi la città nel momento in cui si vuole togliere diritto all’agibilità e alla presa di parola.
Da una parte il bilancio comunale neppure considera il problema del precariato giovanile, degli spazi, dei bisogni di tutta una parte della città, dall’altra i centri sociali, naturale crosspoint per questi soggetti, vengono chiusi, mentre nella produzione di comando si emanano disposistivi per cui gli spazi pubblici sono proibiti dichiarando implicitamente la volontà di espellere del centro della città tutti quelli che non si riconoscono nel "partito del comando economico."
Come ci organizzaiamo per disobbedire al diktat del questore a partire dal corteo di sabato 6 ottobre?"
Ascolta l’intervista a Gianmarco De Pieri del Tpo