COMUNICATI

Lo sgombero del centro sociale: sinistri presagi.

Ma La Realidad è qui ed è appena cominciata!

Parma - Martedì 2 ottobre 2007

Questa mattina poco dopo le sei lo spazio sociale La Realidad è stato sgomberato.
Decine di agenti della polizia e dei carabinieri hanno sgomberato lo stabile dopo tre giorni di intensa attività del collettivo S.P.A.M. e dopo l’apertura di quel laboratorio politico che questo spazio ha offerto alla città. Un laboratorio fatto di iniziative su temi importanti, come la difesa dei beni comuni contro la guerra e la devastazione dei territori, dell’esigenza di determinare spazi di socialità e risorse per la città come la mensa popolare, che già ieri ha fornito un pasto per pochi euro a venti persone e che oggi avrebbe visto la presenza degli studenti della mensa universitaria più cara d’Italia.
L’amministrazione comunale si è dimostrata, per l’ennesima volta, arrogante e cieca nei confronti dell’espressione di un bisogno, quello degli spazi, affermato sia da chi ha aperto questo stabile, sia dalle centinaia di persone che hanno partecipato alle iniziative, in un inizio di percorso che non si conclude certamente con questo sgombero.

L’amministrazione comunale ha dichiarato subito che la risposta sarebbe stata la tolleranza zero. Tolleranza zero che ha esercitato con l’intervento della polizia che conferma la sostanziale convergenza tra centro destra e centro sinistra su questa come su altre questioni, dagli spazi, alle retoriche securitarie che accrescono paura nei nostri territori con la quotidiana invenzione di nuovi e assurdi pericoli come quello dei lavavetri e graffitari.
Lo sgombero è stato chiesto da un’amministrazione di centro destra ma la polizia intervenuta è quella di un governo di centro sinistra.
Polizia che proprio ieri è intervenuta pesantemente, con violenza e minacce - che hanno richiamato alla memoria i criminali di Bolzaneto e della Diaz con aggressioni e frasi come “siete delle zecche”, “stanotte veniamo e vi rompiamo la testa” - per sciogliere una protesta davanti al teatro regio.

La sostanziale complicità tra forze politiche su questa vertenza prefigura un sinistro presagio all’orizzonte del panorama politico. La richiesta da parte dei DS di liberare lo stabile è un atto politicamente grave e estremamente significativo, motivato, secondo quanto riportato dalla stampa, dalla precedente assegnazione a uso sociale. Ma non è difficile immaginare che i lavori di ristrutturazione non solo non finiranno a breve ma nemmeno cominceranno fra poco tempo. Infatti, l’area del podere sarà ristrutturata coi soldi della vendita di appartamenti che esistono solo sulla carta e l’unico lavoro iniziato è l’esplorazione per verificare che non vi siano scavi archeologi nella zona. Su questa interpretazione convengono molti pensionati degli orti, anche loro assegnatari di parte dello stabile, che non si aspettano certamente una fine rapida dei lavori e che non erano a conoscenza della alienazione del terreno venduto a una SPA, che attualmente è proprietaria dell’intera area.
Hanno dimostrato la loro sostanziale vocazione a rimanere eternamente alla minoranza, incapaci di cogliere anche uno solo dei singoli stimoli lanciati dall’occupazione, per approfittare di quella che, banalmente, poteva essere un’ottima occasione per attaccare l’avversario: la questione della trasformazione di parte del podere da area di verde pubblico a terreno privato edificabile; il problema della continua alienazione di beni pubblici da parte di questa amministrazione che sta vendendo tutto il possibile creando la situazione per cui non vi sono spazi pubblici per le cooperative, per le associazioni e per i comitati; cavalcando i temi politici che sono stati lanciati in questi giorni dal centro sociale La Realidad, come il problema della mensa o il caro affitti e l’inesistenza di politiche della casa che lo arginino.
Queste forze politiche ci confermano l’orizzonte assurdo che si profila nella politica italiana. Un nuovo partito nato morto, incapace di sostenere le istanze più elementari e una conflittualità che si proponga come alternativa al centro destra sul piano locale e che governa a livello nazionale con politiche in perfetta continuità con chi li ha preceduti per quanto riguarda questioni fondamentali per la nostra vita come la precarietà del lavoro.
Ma il laboratorio che si è aperto non finisce certamente con lo sgombero dello stabile.

Non ci lasciano stare, non li lasceremo stare!

La Realidad alle ore 18 vi invita in Piazza Garibaldi per una conferenza stampa e alle prossime iniziative.

Info:

http://larealidad.myblog.it

Parma, 2 ottobre 2007

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