Lettera Aperta verso CLAT4 :
Scriviamo alla Clat4, alle operatrici ed agli operatori di servizi, alle comunità che daranno vita ad una nuova tappa di questo percorso, per la prima volta in Italia, dal 29 Novembre al 1 Dicembre a Milano.
Siamo centri sociali, associazioni, reti, collettivi antiproibizionisti in movimento.
Ci sentiamo di agire informazione e riduzione del danno dal basso, anche e soprattutto mettendo a valore i saperi dei consumatori. Abbiamo intrecciato ed affiancato le vostre unità mobili da sempre, abbiamo costruito insieme a voi nei territori pratiche nuove di intervento che tendono ad un mondo dove i comportamenti non vengano incarcerati e la salute sia un diritto concreto per tutti.
Pensiamo che la Clat, in particolar modo con questa tappa, rappresenti una grande occasione che non merita in alcun modo di andare sprecata, soprattutto nel Paese della Fini-Goivanardi e della Conferenza-Sulle-Droghe-Che-Mai-Si-Terrà. Soprattutto non merita di perdersi nel fumo di chiacchiere e poltrone della piccola politica italiana.
Pensiamo alla Clat come all’occasione che insieme possiamo costruire, operatrici ed operatori, movimenti, consumatori e consumatrici, nel tempo del proibizionismo contro i corpi e dei comportamenti imprigionati. Vorremmo che ci si incontri, nel tempo della sicurezza e della galera per tutti, per immaginare insieme una società giusta verso i consumatori e libera da ogni dipendenza, dalle speculazioni e dalla proibizione.
Le nostre strade e i nostri percorsi si intrecciano positivamente con l’ostinato, coraggioso e ogni giorno più ricattato lavoro delle migliori esperienze degli operatori dei servizi: le unità di strada, le esperienze del privato sociale e le comunità che si spendono quotidianamente per innovare la politica sulle droghe, che altrimenti sarebbe distaccata dai bisogni della società e dai comportamenti reali. Ci sentiamo affianco di tutte le realtà che dalla strada, come noi, colgono la necessità di spingere avanti le pratiche pragmatiche di intervento per far fronte alle nuove ed alle vecchie abitudini di consumo. Siamo consapevoli di come tale lavoro rappresenti ogni giorno di più un’azione di esemplare coraggio stretto nella morsa del ricatto dei tagli ai finanziamenti; sappiamo come il ricatto investa tutti coloro che non si adeguano al comando. E vediamo questi servizi minacciati dall’ondata di securitarismo, dagli sceriffi che vorrebbero tutti ai margini e perfettamente sotto controllo; tutti seguiti, puniti e videosorvegliati.
Abbiamo tantissime domande da porci, ed è anche con voi che vorremmo trovare le risposte. Vediamo che il mondo cambia, cambiano i consumi e si affermano nuovi dispositivi di controllo, di imprigionamento necessari al governo della vita nei tempi della guerra globale.
Vorremmo discutere con voi di tutte queste cose, di come si può sperimentare e praticare la riduzione del danno al tempo delle politiche securitarie; di come si può crescere tutti liberi nei comportamenti e liberi da ogni dipendenza; di come riprendere quel percorso che più di dieci anni fa portò operatori, consumatori e movimenti a sperimentare, ad imporsi con la forza della pratica stando ai confini della legalità per affermare una nuova legalità ed una nuova idea di cura. Vorremmo interrogarci sulle contraddizioni che la sfera dei consumi ci impone e, soprattutto vorremmo cominciare insieme a voi, dalla Milano di Letizia Moratti, un percorso di ricerca che sconfigga la punizione, la sofferenza, l’emarginazione e la proibizione.
Eppure la CLAT4, che è di fatto il momento migliore per incontrarci, ci sembra una conferenza chiusa agli addetti ai lavori. Sappiamo che avete bisogno di confrontarvi col resto degli progetti europei. Ma vorremmo esserci anche noi.
Il programma parla dell’Alleanza di Milano. Ecco: anche noi sentiamo di poter stringere con voi un’alleanza per liberare i corpi, contro la proibizione, per il welfare.
Per tutte queste ragioni, vi chiediamo:
che il meccanismo oneroso e chiuso degli accrediti venga sostituito dalla scelta di aprire la Clat, rendendola accessibile e partecipabile a chi, spesso in relazione diretta con operatori e comunità, agisce sul fronte della riduzione del danno, a partire dai centri sociali, le reti anti-proibizioniste e le esperienze autogestite di informazione diretta e dal basso.
- che nell’agenda delle discussioni e dei diversi tavoli in programma si preveda un confronto sulla situazione delle politiche di prevenzione e riduzione del danno che in molti paesi sono annullate da disastrose politiche punitive e minacciate da pacchetti securitari che tendono all’imprigionamento dei comportamenti.
che la Clat sia un momento di confronto reale, un luogo di rilancio in avanti, capace di mettere in campo proposte forti e percorsi efficaci, anche su un livello ampio ed europeo. Perciò riteniamo giusto che l’assemblea conclusiva sia proposta come momento di sintesi della tre giorni, e non come vetrina per personalità, esponenti politici e di governo, ridotta a una passerella.
Speriamo che si colga il nostro desiderio che la Clat4 sia, dal suo inizio al suo momento conclusivo, luogo e occasione di reale confronto, di proposta e di rilancio di proposte forti.
Vorremmo che fosse l’inizio di un percorso ricco di vitalità. Vi chiediamo di camminare insieme per dare energia a questo percorso, per difendere e rilanciare le buone pratiche, ma vi chiediamo anche di mettere in movimento le buone pratiche, affinché, come fu dieci anni fa, trovino quell’energia e quella forza necessarie ad imporsi come dato sociale condiviso, come domanda urgente ed azione collettiva di cambiamento cha agisca in autonomia e dal basso.
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