Siamo centri sociali, collettivi antiproibizionisti, consumatori, operatrici ed operatori. In questi giorni abbiamo attraversato la quarta conferenza latina sulla riduzione del danno perchè riteniamo le unità mobili, i servizi di prossimità, i consumatori e le consumatrici debbano riprendere la parola, tornare a fare movimento e ad aprirsi alla società. Allo stesso modo crediamo che la riduzione del danno debba essere accreditata, finanziata e sostenuta, e siamo solidali con gli operatori e le operatrici. Per queste ragioni siamo qui.
Siamo arrivati a questa conferenza con l’intento di attraversare la discussione della CLAT4 e di verificare alcuni nostri ragionamenti che oggi vorremmo socializzare con voi :
Pensiamo che il potere stia combattendo una guerra nei nostri territori contro noi umani. La ’war on drugs’ ne è dispositivo che agisce penalizzandoci, sanzionandoci, imprigionandoci e criminalizzandoci. è a causa di questa guerra che in Italia per esempio non usciamo dalla gabbia che le pratiche di potere hanno costruito. Le resistenze alla ’war on drugs’ le costruisce ciascuno di noi, a partire dai nostri saperi e dai nostri stili di vita e soprattutto dalla loro messa in comune. Dobbiamo e vogliamo condividere saperi e pratiche ogni giorno laddove si gioca questa partita e cioè sulla strada. E che sia ben chiaro: nessuno può rappresentare queste pratiche e questi stili di vita se non gli attori che le agiscono tutti i giorni.
Agli amici e alle amiche europee diciamo: in Italia abbiamo una legge criminale che nega i diritti, causa morti e produce solo controllo sociale. Noi siamo qui con le ultime vittime di questa guerra: Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali e Aldo Bianzino, e con tutte e tutti gli inquisiti e gli incarcerati dal proibizionismo. Crediamo che l’unico modo per ridurre i rischi ed evitare i danni legati all’abuso di sostanze psicoattive legali ed illegali sia promuovere una cultura critica e consapevole dell’uso, non moralista e basata su una informazione reale, corretta e scientifica. Vogliamo liberarci dal controllo di narcomafie che sono perfettamente funzionali al consumo di massa che da almeno 30 anni il proibizionismo ha prodotto.
A proposito di pratiche resistenti: pensiamo che sia vergognoso che in Italia sia ancora illegale l’analisi delle sostanze, che se ne parli così poco nonostante venga comunque messa in atto in almeno sette paesi dell’Unione Europea. Pensiamo che sia vergognoso che i risultati delle analisi condotte sui sequestri non siano mai comunicati in tempo reale al 118 e alla bassa soglia come chiediamo da oltre dieci anni.
Secondo noi è giusto affermare anche e soprattutto coi fatti queste pratiche, in deroga alle leggi proibizioniste nazionali a partire dai territori per la sicurezza e la salute pubblica. Non dimentichiamo che oggi è la giornata mondiale di lotta contro l’AIDS. Non dimentichiamo tutte le vittime dell’HIV, e non dimentichiamo soprattutto che la discriminazione, la morale e la proibizione li hanno uccisi.
Perchè non ci siano più vittime dobbiamo agire i territori, intrecciare relazioni, e costruire reti, scambiare pratiche e saperi, perchè la ’war on drugs’ si combatte tutti i giorni non solo a Marzo e non solo a Vienna.