Siamo qui, donne e uomini del movimento, per dire chiaramente che non è sulla nostra pelle, non è sulla pelle dei movimenti -che non abbiamo la pretesa di rappresentare nella loro moltitudine ma di cui facciamo parte- che potete giocare la partita del vostro trasformismo. Non solo non siete “interni” ai movimenti, come pretenderebbe la vostra carta di intenti, ma ne costituite un freno, un elemento ordinatore che a seconda delle fasi tende a cavalcarli strumentalmente o tenta di relegarli in una condizione subalterna, senza voce. Mentre voi governavate fallendo ogni minimo obiettivo promesso alla società civile, dalla chiusura dei cpt alla pace e al disarmo, dalla lotta alla precarietà alla sicurezza sul lavoro, dai diritti civili e sociali all’ambiente, ebbene in questi anni noi abbiamo attuato resistenza attiva e concreta contro le mostruosità rappresentate dai lager etnici e dalla guerra globale nelle sue molteplici forme, dalla partecipazione a missioni di guerra all’estero all’aumento delle spese militari fino alla guerra a bassa intensità contro i migranti. E quello che abbiamo ricevuto in cambio è stato, oltre a denunce, processi e ai 110 anni di galera per aver resistito alle cariche omicide di polizia e carabinieri, l’affronto di vedervi promuovere alle più alte cariche dei servizi segreti e delle forze dell’ordine tutti i macellai di Genova.
Così come senza voce e senza speranza lasciate le moltitudini di donne e di uomini che bussano alle porte dell’Europa-fortezza, che vorreste ancora più forte e più autonoma. Cosa direte alle migliaia di esseri umani esclusi dall’insipiente e ipocrita contabilità dei vostri decreti flussi? Ci spiace riprovate, sarete più fortunati?
L’analisi da cui tentate di risorgere dalle vostre ceneri nasce già vecchia e contraddittoria , il mondo è già multipolare e di pace non ne sentiamo parlare anzi. Conosciamo bene i meccanismi di governance agiti, in puro stile bipartisan, da governi di destra e di sinistra che si ritrovano uniti in Europa nell’alzare barriere omicide o spostare soldatini da un paese martoriato all’altro, o da un’amministrazione di centrodestra e una di centrosinistra, Parma e Reggio Emilia, che si ritrovano compatte nel privatizzare ed entrare in borsa, svendere beni comuni ed esternalizzare servizi sociali, sconvolgere periferie e territorio e distruggere il tessuto sociale delle nostre città.
Avete avuto la vostra occasione di governare e avete fallito.
Non ci interessa come troverete il modo di perpetuare le vostre logore classi dirigenti, ma non vi consentiamo di farlo nel nome dei movimenti, del precariato, dei migranti