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GLOBAL PROJECT ITALIA

Incontro pubblico al Laboratorio Sociale UBiKLab: la 194 non si tocca!!

La 194 non si tocca!!

Treviso - Mercoledì 27 febbraio 2008

I diritti civili e in particolare il diritto garantito alle donne di poter decidere sul proprio corpo ed eventualmente abortire, garantito dalla legge 194 del 1978, sono oggi oggetto di un vero e proprio attacco, che ha portato addirittura la Polizia in un Ospedale dove si praticava l’aborto terapeutico. A partire dal papa, passando per alcuni medici, per il Movimento per la vita e arrivando a giornalisti e politicanti, tutti si sono uniti in questa crociata contro quelli che si consideravano diritti acquisiti e che trovano espressa tutela nella nostra legge.
La strategia di controllo sui corpi femminili prevede la lotta all’aborto, la dissuasione all’uso di anticoncezionali, la chiusura dei Consultori, l’estensione della possibilità di praticare l’obiezione di coscienza anche ai farmacisti per la pillola del giorno dopo, l’ostruzione alla diffusione di un metodo di interruzione della gravidanza molto meno invasivo (Ru486).

Non dimentichiamo che la Legge 194 è il frutto della lotta delle donne contro la vergogna degli aborti clandestini a cui si vorrebbe ritornare; che è il frutto di una battaglia per la libertà dei comportamenti, il diritto di scelta, l’autodeterminazione sulla maternità consapevole. L’accesso alla legge 194 è già una lotta travagliata, in cui le donne devono fare i conti con una percentuale altissima di medici che praticano l’obiezione di coscienza: i recenti fatti di Napoli ne sono un esempio vergognoso. L’obiezione viene addirittura praticata anche per la pillola del giorno dopo, un farmaco contraccettivo e non abortivo.
Inoltre la presenza nei consultori dei volontari del Movimento per la vita è intollerabile, vista la pressione psicologica che esercitano su donne che già si devono confrontare con una decisione estremamente difficile. L’accostamento della campagna della moratoria sull’aborto, proposta dal teologo-giornalista Giuliano Ferrara, a quella della moratoria sulla pena di morte ci sembra un insulto ed è privo di qualunque fondamento.
Questa gente, che risponde solo alle logiche dell’interesse, degli equilibri e favori politici, di falsi moralismi si arroga il diritto di decidere sui nostri corpi.

Corrisponde ad ogni essere umano il diritto di autodeterminarsi, di decidere sul proprio corpo, di godere delle sue libertà sessuali. Questi diritti non possono essere negati.

La legge 194 non si tocca:
-  Non si tocca perché è stata una delle grandi vittorie del Movimento femminista ed ha fatto fare un grande passo avanti al nostro paese nel suo processo di democratizzazione. Le donne sono state le protagoniste e le fautrici di quelle lotte, di quegli ideali, di quel risveglio delle coscienze, di quel desiderio di trasformazione.
-  Non si tocca perché ogni donna ha il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita
-  Non si tocca perché solo così è garantita l’uguaglianza sostanziale delle donne, necessario complemento di quella formale
-  Non si tocca perché non sono più tollerabili oggi tentativi di controllo e di imposizioni morali e sociali che tentano di uniformarci, retaggio di un passato medioevale/fascista
-  Non si tocca perché c’è il rischio di sprofondare di nuovo in una realtà sotterranea di aborti clandestini che farebbe aumentare gli aborti, arricchire i medici e far dormire sonni tranquilli ai “ben pensanti”

E’ paradossale che quelli che si riempiono la bocca del “sacro valore della vita” siano gli stessi che sostengono le guerre preventive, i fondamentalisti di quel Mercato che nel Terzo Mondo crea miseria e povertà e qui in occidente è caratterizzato da precarietà, morti sul lavoro e sfruttamento dei migranti. Forse per loro non tutte le vite sono uguali.

È necessario ribadire che la libertà di scelta, l’uso della Ru486, il diritto di accesso alla legge 194 e ora la sua difesa sono punti imprescindibili, espressioni necessarie di una società che si vuole definire democratica. I diritti civili e sociali devono essere garantiti per consentire così l’autodeterminazione di tutte e di tutti.

Ne parliamo insieme a:
-  LAURA DAPPORTO: MEDICO
-  PERVINCA RIZZO: GINECOLOGA
-  PRETTY GORZA: AVVOCATO
-  SARAH CASTELLI e MARIA FIANO “Donne in Movimento promotrici di " Facciamo la festa all’ 8 marzo”

Scarica la locandina

Mercoledì 27 febbraio 2008 ore 21.00 incontro pubblico al Laboratorio Sociale UBiKLab
Via della Libertà 32 (Z.I.)
Ponzano Veneto (TV)

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