Presentazione Multiversity - L’arte della sovversione
16-17-18 maggio - S.a.l.e docks - Venezia
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*Arte e attivismo*
Si intendono qui problematizzare la vicenda storica e le forme contemporanee dell’intreccio tra arte e attivismo. Alcune delle domande da cui partire saranno le seguenti. Attraverso quale percorso si è passati da una concezione dell’opera come trascendenza ad una concezione della stessa come oggetto, processo o dinamica in grado di intervenire all’interno dello spazio-tempo dell’uomo e, successivamente, all’interno dei processi sociali? Come si è passati da un criterio di giudizio dell’opera basato su di una topografia delle sue caratteristiche materiali ad uno fondato, invece, sull’analisi della sua funzione, ovvero della sua efficacia in termini sociali? Come funziona oggi, in epoca postfordista, l’arte attivista? Qual’è, una volta abbandonata ogni retorica avanguardista, la posizione dell’arte e degli artisti rispetto ai movimenti?
Gli audio della I°sessione saranno disponibili a breve.
I° sessione
Marco Baravalle - S.a.L.e.
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Marco Stamenkovic
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Claire Fontaine
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Brian Holmes
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José Perez de Lama [Osfa]
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II° sessione
Giovanna Zapperi
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Maurizio Lazzarato
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Judith Rével
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Marco Scotini
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*Arte e Mercato* Questo secondo punto deve necessariamente muovere da una raccolta di dati sulle dimensioni del mercato dell’arte e dal suo rapporto con il capitale finanziario. L’arte viene qui assunta come esempio di valore paradigmatico a causa di un paradosso estremo che la interessa: se il lavoro artistico esprime un livello massimo di libertà creativa, allo stesso tempo esso subisce la massima fissazione all’interno del capitale finanziario.
Matteo Pasquinelli
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Angela Vettese
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Anna Daneri
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Chiara Bersi Serlini
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Partecipano alla discussione
Beppe Caccia
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Osfa
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Claire Fontaine
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Marco Baravalle
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Daniela Voso
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Antonio Negri
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Maurizio Lazzarato
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Adam Arvidsson
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Conclusioni dei relatori
Matteo Pasquinelli, Angela Vettese, Anna Daneri, Chiara Bersi Serlini
Collegamento in videoconferenza con Hans Ulric Obrist intervistato da Marco Baravalle
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intervento di Antonio Negri
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*Arte e moltitudine* In questa sezione andrà affrontato il nodo dei rapporti tra singolarità e moltitudine, e tra produzione individuale e costruzione del comune. Due sono i piani di ricerca su cui procedere parallelamente. Il primo è storico-artistico e riguarda i tentativi che, a partire dagli anni Sessanta, sono stati sviluppati dagli artisti in risposta alla retorica del genio individuale, fino alle attuali piattaforme di produzione collettiva legate alla affermazione e alla diffusione dell’hacking sociale. Il secondo piano riguarda l’inchiesta rispetto alla composizione sociale del precariato cresciuto attorno all’indotto dell’industria culturale. Dagli studenti nei circuiti della formazione ai precari delle cooperative che si occupano di logistica e allestimento, agli stagisti, ai networkers, ai consulenti a progetto e a partita Iva fino a quel ceto globale di artisti e di figure professionali intenzionate a divenire parte integrante del sistema internazionale dell’arte. Di tutta questa ampia galassia sociale dovremo indagare condizioni materiali di vita e di lavoro, bisogni e aspirazioni, desideri e possibili rivendicazioni. Tutto questo per arrivare al punto chiave: come trasformare questa composizione sociale in una composizione politica?
I° sessione
Adam Arvidsson
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Antonella Corsani
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intervento di Gigi Roggero
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II°sessione
Alberto de Nicola
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Gigi Roggero
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Tommaso Cacciari
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Antonio Negri
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Pascal Nicolas le Strat tradotto da Judith Rével
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intervento di Beppe Caccia
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conclusione di Antonio Negri
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Massimo Cacciari, una lectio su
"Broadway Boogie-Boogie" di Piet Mondrian e
"One: Number 31" di Jackson Pollock
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interventi dal pubblico
saluti di Luana Zanella
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