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Un concentramento alternativo nel quartiere: "Abbiamo coinvolto le persone"

Sabato 7 giugno 2008 13:31 Trento - Contro l’intolleranza, una partecipazione diversa.

In trecento da S. Martino raggiungono il corteo ufficiale. "Contro l’intolleranza, la partecipazione"

Trento - Sono più di trecento le persone che hanno deciso di darsi appuntamento davanti al Bar Paradiso, nel quartiere di San Martino, e raggiungere da qui, con un corteo che ha attraversato il centro città, la manifestazione ufficiale dei sindacati e delle associazioni che si sono mobilitate contro l’intolleranza.
"Partiamo da un quartiere, dal nostro quartiere - spiegano i partecipanti - per dire che la paura e l’insicurezza si sconfiggono con la partecipazione". Ma "quella vera - spiegano - che riempie le strade, che intreccia le relazioni, che permette di conoscere e approfondire".
Per sottolineare che a formare questo concentramento - che diverrà poi uno spezzone del corteo "ufficiale" - sono le persone, gli individui senza bandiere e senza appartenenze, ognuno porta una pettorina con scritto il proprio nome e un’identità: chi gay, lesbica, chi rom, clandestino o migrante, chi trans e qualcuno che a penna ha aggiunto pure terrone.
"Questi siamo noi - dice una ragazza - siamo le "categorie" che subiscono la violenza e l’intolleranza, ma siamo anche le persone che possono cambiare la realtà attraverso una partecipazione che non si limiti alla sfilata una tantum".
A tenere lo striscione di apertura "Io non voglio avere paura, Io vivo la città", anche alcuni commercianti arabi che nel quartiere vendono kebab. "Credo sia giusto partire da noi stessi - dice un esercente - partire dal luogo che noi viviamo".
"Quella di oggi è una giornata importante - dice Stefano Rubini di Officina Sociale - che da il via ad un progetto di partecipazione reale che ci impegnerà per i prossimi mesi". "Siamo convinti - continua Stefano - che sia possibile vincere indifferenza e intolleranza, paura e insicurezza costruendo una sorta di presidio permanente all’interno del quartiere fatto di iniziative partecipate, dove le persone possano trovare lo spazio per esprimersi, per incontrarsi, per organizzarsi".
Nel volantino che convoca il concentramento le parole sono chiare, e il senso che si voleva dare al concentramento è riuscito a prendere forma:
"Siamo di più della sintesi che reggerà lo striscione di apertura della manifestazione del 6 giugno: siamo il corpo vivo di una società che si muove, le vittime e allo stesso tempo la risorsa".
"Partiremo da un quartiere della città, San Martino. Ci incontreremo all’incrocio di una strada, vicino ad una moschea, di fronte alle sedi di Arcigay e ArciLesbica, a pochi passi dal Bruno, di fronte ad un bar che spesso frequentiamo. Partiamo da noi e dalle contraddizioni che viviamo ogni giorno, le stesse che a volte ci dividono ma che oggi ci uniscono nell’immaginare di partire da qui per poi tornare sui nostri passi".
"Ritornare a San Martino per trasformare in pratica sociale la nostra idea, per trasformare un luogo pubblico in uno spazio comune. Per vivere San Martino, difenderlo e allontanare l’insicurezza attraverso la partecipazione".
Primo appuntamento, quindi, mercoledì 11 giugno alle ore 20.30 nel quartiere di San Martino con il dibattito pubblico "Io non ho paura, Io partecipo".

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-  Leggi "Caravani" (giugno ’08), il foglio informativo dell’Aps Officina sociale

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