Nel giorno del processo a Ousmane Ndiae, venditore ambulante senegalese accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, sarà presente un testimone d’eccezione, Giorgio Cremaschi, che il 25 agosto 2008 si trovava proprio a Rimini per qualche giorno di vacanza insieme alla famiglia.
Scene da Alabama anni ’50, queste le parole che meglio descrivono la graffiante governance estesa sulla spiaggia di Rimini, dove l’evasione da combattere non è quella delle multinazionali del turismo dell’azienda riviera ma bensì quella che assume in sé le contraddizioni del nostro secolo, legate al tema delle migrazioni, delle differenze, della sicurezza.
Molto meglio parlare di sfruttamento e illegalità incarnati in un venditore ambulante senegalese che non come meccanismi veri e propri su qui si sorregge l’intero sistema turistico romagnolo che oramai inizia ad incepparsi.
Se ne discuterà mercoledì 10 settembre alle ore 16.30 presso la sala del Buonarrivo con un incontro organizzato dal Laboratorio Paz e dall’ass. No border con un ospite d’eccezione Giorgio Cremaschi.
Un piccolo anticipo dell’incontro con un’intervista a Giorgio Cremaschi.
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