Accogliamo con grande gioia l’invito a partecipare al campeggio ed alla manifestazione di sabato 13 settembre. Eravamo già convinti di partecipare, e stavamo per scrivervi, quando abbiamo visto le immagini della immotivata e violenta aggressione del Reparto Mobile avvenuta lo scorso sabato. Una cattiva e violenta aggressione che, come voi dite, è stata fatta “perché vogliono chiudere la partita con la città berica, calpestando la consultazione popolare ed imponendo una soluzione di forza”, la cui responsabilità pesa esclusivamente sul Questore Giovanni Sarlo come esecutore ed i cui mandanti indossano i doppiopettiblu del nuovo Governo Berlusconi. Anche per quanto successo moltiplicheremo gli sforzi per essere in tanti a venire a trovarvi e portarvi la nostra solidarietà concreta, semplice, diretta, fatta da uomini e donne che, come voi, rifiutano un presente maledetto dalla intermittenza del reddito ed un futuro ipotecato dalle basi di guerra.
Le città dell’Emilia Romagna in cui viviamo sono città di pace, la cui bellissima storia si compone di movimenti per la pace e contro la guerra, per i diritti di tutt* e contro la ricchezza di poch*. Città in cui cooperazione ha significato, per quasi un secolo, percorrere comunemente strade e sentieri verso l’emancipazione dal lavoro e contro l’arbitrio, violento, assoluto del padrone. Anche per questo ci vergognamo che due aziende del nostro territorio siano appaltatrici dei lavori per la realizzazione della base militare U.S.A. Il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (CCC) e la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna (CMC), stanno, a nostro parere, svendendo per alcuni milioni di dollari, la propria storia e si rendono complici attive della costruzione di un mondo nel quale domina il ricco, l’armato, l’arrogante. Un mondo nel quale pace, democrazia e diritti non hanno cittadinanza. Ma, tutto questo deve, e può, cambiare. Saremo a Vicenza, da voi, anche per dirvi che vogliamo cooperare con voi, oggi più di ieri, per impedire concretamente la costruzione della base militare, partendo in primis dal boicottaggio delle aziende del nostro territorio che tenteranno di costruire la base.
Ci impegneremo affinchè ogni centimetro di cemento calato diventi anti-economico per CCC e CMC, e per chi collabori con esse. Ci impegneremo affinchè CCC e CMC si ritirino dall’appalto perchè, continuare a lavorarci, vuol dire perdere il consenso dei soci lavoratori, perdere clienti, perdere denaro.
Cs Tpo (Bologna)
Lab. Occupato Aq16 (Reggio Emilia)
Lab. Paz (Rimini)
Coll. Spam (Parma)