APPROFONDIMENTI

Rimini - Out of fear!

Documento di presentazione dell’indagine estiva sullo sfruttamento delle lavoratrici stagionali

Rimini - Sabato 27 settembre 2008
-  Scarica l’inchiesta: "La sicurezza dello sfruttamento… Una storia Vera".
Questa è una 1° versione, ne seguirà una aggiornata con lo stato delle varie vertenze.

Grazie ad una compagna ex lavoratrice stagionale, al sostegno di tutti noi, e alla consulenza informativa dello sportello gestito dall’Ass. Rumori sinistri, siamo riusciti a dar voce a tutte quelle persone invisibili che fanno parte della grande Holding chiamata Riviera Romagnola.
Siamo riusciti a documentare quel meccanismo di sfruttamento della forza lavoro stagionale che ha reso la nostra riviera tra le più competitive in Europa grazie ai prezzi concorrenziali e al pacchetto del soggiorno tutto compreso.
E’ stato un lavoro di analisi biopolitica sul campo, sia con le lavoratrici e i lavoratori stagionali, sia con gli addetti del settore. L’inchiesta è nata dalla nostra volontà di entrare ancora più dentro i meccanismi di governance autoritaria e sicuritaria che caratterizzano la riviera, partendo da quel clima omertoso intorno allo sfruttamento del personale stagionale dentro le catene alberghiere o nei servizi turistici. Sfruttamento del personale stagionale che ha caratterizzato fin da subito lo sviluppo dell’economia balneare e le forme di lavoro nel territorio metropolitano costiero.
Abbiamo, pertanto, lavorato sul campo e incontrato gli/le stagionali nei mercati serali di Cesenatico e sul lungomare riminese, riscontrato un po’ ovunque lo stesso meccanismo di organizzazione del lavoro: 14 ore di servizio giornaliere senza giorno libero; contratti grigi di 5/6 ore al dì; salari indegni rispetto alla quantità di ore lavorate e alla mole delle mansioni svolte...
Grazie al racconto degli stagionali siamo riusciti a scoprire il meccanismo che racchiude tutte quelle politiche di competitività gestionali adottate da sempre nella Holding Riviera Romagnola.
Ci siamo spacciati come albergatori con altri albergatori, cercando di ritrovare dei riscontri nelle storie raccontateci dagli stagionali. E’ stata una sorpresa renderci conto della tranquillità e della facilità con cui gli stessi albergatori comunicano e si sostengono tra di loro, della stessa facilità con cui parlano dei propri lavoratori come veri e propri schiavi da zittire al momento giusto, durante, magari, i controlli dell’ispettorato del lavoro… o di come li hanno reclutati al mercato - quello si globalizzato - delle persone da vendere “a peso”, una vera e propria rete transnazionale di sfruttamento Italia/Romania. Tutto questo è il segno tangibile di chi non vuole riconoscere la vera illegalità diffusa su qui si sorregge il sistema turistico rivierasco, aiutato da quel clima omertoso a difesa delle leadership settoriale del turismo e delle categorie che li rappresentano.
Inizialmente le nostre telefonate avevano l’obietto di smascherare la comunicazione e la rete fittissima di rapporti tra i vari alberghi riguardanti gli avvisi dei possibili controlli da parte degli ispettori inps. Abbiamo deciso d’inscenare una situazione tipo, telefonando a più alberghi e avvertendoli di aver avuto un controllo da parte dell’Inps. I riscontri ricevuti sono stati i più accalorati ringraziamenti….
Continuando con le indagini ci siamo accorti che oltre alla classica rete di comunicazione diretta tra gli albergatori, vi e’ anche la presenza - non indifferente - di mediatori che reclutano la manodopera addestrandola alle varie tipologie di lavoro, tutti collegati direttamente a diverse associazione di categoria presenti sul territorio.
Nel frattempo gli incontri con il personale stagionale – perlopiù romeno - continuavano arricchendosi di nuovi contenuti. Superata la diffidenza e la giustificata paura iniziale, i racconti di vita hanno preso il loro fluire, riscrivendo le storie di questi nuovi schiavi. Ri-dando dignità a queste persone si e’ delineato un quadro molto chiaro, una vera e propria tratta di personale proveniente dall’est Europa finalizzato all’inserimento nel mercato del lavoro stagionale.
Con tutto il materiale a nostra disposizione, abbiamo contattato i mediatori cercando di capire come questo personale veniva rintracciato e da qui la scoperta di una vera e propria rete che recluta il personale mediante corsi di formazione specifici nelle zone della Romania e in agenzie di mediazione presenti sul territorio Romagnolo.
Chi decide di venire in Italia a lavorare deve pagare un costo minimo che varia tra le 500 e i 1000 euro a persona ed è, inoltre, già addestrato non solo ad un rapporto di sudditanza con il datore di lavoro ma anche alle situazioni tipo, come ad es.i controlli da parte degli ispettori INPS...
Siamo riusciti a spezzare un meccanismo che da sempre regna incontrastato sul territorio, abbiamo generato quella voglia di rottura da troppo tempo soffocata e messa da parte riguardo la situazione del lavoratore stagionale e della lavoratrice stagionale e siamo riusciti - grazie al nostro impegno - a dare la possibilità a chi ne aveva bisogno di ribellarsi e di costruire percorsi di emersione dalla condizione di schiavitù.
Sono nate delle vertenze sindacali da parte di diverse persone e la consapevolezza che da ora in poi questo tipo di meccanismo può essere spezzato dalla paura e dal ricatto.
Da parte nostra l’impegno continua. Cercheremo di farci trovare pronti per la nuova stagione anche attraverso la creazione di uno sportello serale ad hoc rivolto al personale stagionale ma pensando fin da ora ad un momento di insubordinazione fuori dal controllo, magari un sogno, ma un sogno che forse si realizzerà: uno sciopero generalizzato di tutti i lavoratori e le lavoratrici stagionali.

Laboratorio Sociale Paz – Rimini

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