In una città “divertimentificio” come quella di Rimini, numerosi sono i luoghi di ritrovo (centri giovani,..) e di divertimento (discoteche,..) per i giovani. Manca però in una realtà come questa uno spazio che possa essere vissuto da ragazze e ragazzi, oltre che come spazio di aggregazione, anche come spazio in cui intraprendere e sviluppare un percorso di crescita reale fuori dai meccanismi delle istituzioni storiche: scuola e famiglia e dell’aggregazione gestita.
In un’età in cui la maggioranza di noi dipende, principalmente per l’aspetto economico, dai propri genitori, e allo stesso tempo il desiderio di raggiungere una propria indipendenza è preponderante, emerge in maniera molto forte il vero significato del termine “indipendenza”. Una parola, per alcuni versi, palesemente connessa all’accezione di “autogestione”. E proprio in luoghi come il Paz si può sperimentare una vera e propria esperienza di autogestione.
L’organizzazione all’interno di uno spazio – come un centro sociale - presuppone infatti la gestione della propria persona, il confronto diretto e non mediato con gli altri da noi, lo sviluppo di capacità e competenze che non sempre si vogliono far emergere poiché questo comporta sicuramente fatica, impegno, responsabilità.
In un certo senso quindi, si vuole raggiungere la propria indipendenza ma, allo stesso tempo, a volte, non ci si vuole assumere fino in fondo tutte quelle responsabilità che l’essere indipendenti comporta.
In una città nella quale come già accennato all’inizio sono presenti numerosi luoghi di aggregazione gestita ma nessuno spazio che offra una crescita reale dell’individuo, e in una società che si muove sempre più verso una banalizzazione dell’esistente, noi giovani abbiamo sentito l’esigenza e la necessità di riunirci, confrontarci e sviluppare percorsi autonomi. Di riflettere su che cos’è oggi la libertà, l’essere protagonisti, così come sullla morale di una società che pone divieti ma non crea “esseri sociali”.
Percorsi all’interno dei quali si ritrova, pertanto, oltre ad uno spazio di aggregazione, anche la voglia di lottare per riprendersi i propri diritti.
Diritti tra i quali primeggia quello ad una scuola pubblica e garantita, ad una scuola accogliente e non penalizzante. Così come per l’università.
In quanto studenti stiamo vivendo, infatti, in prima persona le riforme e i cambiamenti apportati al mondo dell’istruzione dalla neo-ministra Gelmini. Un disegno di legge, quello emanato dalla Gelmini, che svuota la scuola di contenuti e la impoverisce di offerte formative, attraverso un pesante taglio dei fondi e che esercita un più opprimente controllo sulle menti.
Proprio all’interno di quest’ultima riflessione si inserisce la giornata nazionale di movimentazione studentesca diffusa, prevista per venerdì 3 ottobre, alla quale anche la realtà riminese intende partecipare. L’idea è quella di fare un gruppo di lavoro sul tema e di mantenerlo in maniera permanente vista la necessità, soprattutto a livello locale, di attivare percorsi di coscientizzazione e di movimento soprattutto all’interno della scuola.
Cogliamo quindi l’occasione per lanciare un’assemblea pubblica che si terrà nella giornata nazionale di mobilitazione diffusa a difesa della scuola, il 3 ottobre, prevista per le ore 18.00 presso questa struttura e che vedrà studenti, docenti e genitori confrontarsi su questo tema.
Proveremo, così, ad abbattere i muri di questa istituzione, a pensarci parte attiva e fondamentale di essa per cambiarla.
Gli studenti e le studentesse del Paz
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