“Legge 194 le linee guida le dettiamo noi”, questo lo striscione dietro al quale si sono raccolte le ragazze del collettivo Guai a chi ci tocca per il presidio sotto la sede della Regione Emilia Romagna, nel giorno in cui si riuniva la Commissione Salute della Regione per discutere le linee guida per l’applicazione della Legge 194.
Le ragazze hanno distribuito volantini dove c’erano scritte le loro linee guida per l’Autoderminazione: dieci punti imprescindibili per le politiche in materia di sessualità e accesso alla Legge 194 che erano riportati anche sulla pergamena consegnata dalle donne alla Commissione e all’Assessore Bissoni.
Nella proposta fatta, non solo la richiesta che non ci sia nessuna possibilità che le Associazioni “pro-life” entrino o collaborino nei consultori, ma anche che non sia permesso ai medici cosidetti “obiettori” di lavorare dentro le strutture pubbliche, che vi sia la distribuzione gratuita di anticoncezionali, l’accesso alla pillola del giorno dopo, l’introduzione degli anticoncezionali maschili e la commercializzazione e la distribuzione della RU486, che in Italia è difficile avere.
“Siamo venute qui con i nostri corpi e con le nostre voci, perché vogliamo dire la nostra nei luoghi dove si decide sul corpo delle donne – dice Stefania di Guai a chi ci tocca - è indispensabile ora più che mai far capire che le donne non staranno zitte di fronte alla possibilità che le associazioni antiabortiste possano entrare nei consultori”.
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La corrispondenza con Francesca di Radio Kairos
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L’incontro con la Commissione Salute e la consegna della pergamena all’Assessore Bissoni
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Considerazioni sull’iniziativa con Stefania del Collettivo Guai a chi ci tocca
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Gli interventi al megafono
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