Il movimento fa scuola a tutti. Anche in provincia. In territori e città difficili come Rimini, dove nonostante la voglia di molti sia quella di rompere un piano simbolico di rappresentazione del dissenso, ancora una volta ci si è trovati una piazza e una mobilitazione decisa dentro le stanze della Questura con ordini e divieti fra i quali il silenzio che doveva accompagnare la sfilata del corteo "No Gelmini", lanciata il 31 ottobre da alcuni rappresentanti delle scuole.
Le eccedenze della movimentazione studentesca e universitaria viste in altre città, a Rimini non ci sono ancora state, per la volontà di cooptare queste nuove istanze dentro una dinamica della rappresentanza propria di chi oggi - come apparato politico - è all’opposizione a questo governo.
Ieri pomeriggio però si è segnata una svolta, grazie ad uno spezzone autonomo che ha portato suoni, colori, gioia e voglia di ribellione. Un corteo che non è stato strumentalizzato da chissà quale centro sociale, ma è stato semmai la voce, la pancia di un movimento che sta per nascere anche a Rimini.
Questo lo si deve al coraggio degli studenti universitari che hanno trovato l’appoggio di tanti studenti delle scuole medie superiori, degli insegnanti, dei precari della scuola e non.
Lo si deve a loro, a queste soggettività se anche a Rimini si è arrivati ad esprimere un dissenso che assume in se l’elemento della rottura e dell’essere ingovernabili. Poco è valso il tentativo della Questura di creare disordini, impedendo con cordoni e scudi il passaggio verso la piazza principale.
I divieti della Questura e dei rappresentanti ingessati, entrambi gestori della piazza, sono stati cancellati. Cancellati perché il movimento, per un giorno anche a Rimini, ha pervaso tutto ciò che ha incontrato andando nella direzione di un rifiuto dei diktat del governo, della Questura, dei rappresentanti di se stessi e di chissà quale sindacato. Un primo ed importante segnale verso la giornata di mobilitazione diffusa del 7 novembre.
Riflessioni sulla giornata con Gianlunca GlobalStudent Rimini:
[ audio ]
Approfondimento:
L’onda anomala non si può fermare. Neanche a Rimini. Comunicato
La scuola in piazza, ma il corteo si divide. Articolo Corriere Romagna del 1 novembre 2008