"La direzione del punto vendita di via Maccani" - dice al megafono Ezio Casagranda, della Filcams del Trentino - "pratica comportamenti antisindacali attraverso minacce, controlli continui, perquisizioni, sanzioni disciplinari che colpiscono i lavoratori nella loro dignità. "75.000 Euro è quanto è stato chiesto a due commesse come risarcimento danni per una giornata di sciopero" prosegue Roland Caramelle. Per questi motivi, ieri pomeriggio, una nuova iniziativa di protesta si è svolta presso il punto vendita LIDL di via Maccani a Trento. La Filcams del Trentino, insieme al Centro Sociale Bruno e ad alcuni cittadini solidali, dal primo pomeriggio hanno voluto dare un nuovo segnale alla direzione LIDL attraverso una presenza comunicativa e colorata all’interno del supermercato. Più di 1500 adesivi sono sotto stati apposti ai prodotti, agli scaffali e ai muri del punto vendita. "LIDL controlla", "LIDL denuncia", "LIDL maltratta", questi solo alcuni delle frasi riportate sugli adesivi che descrivono i comportamenti che LIDL tiene nei confronti dei propri dipendenti.
Per più di due ore circa trenta persone sono rimaste all’interno del supermercato, comunicando ai clienti i motivi della protesta e invitando a non acquistare più i prodotti della catena tedesca. Alle ore 19.00 - orario di chiusura - dalla direzione è arrivata solo la richiesta di andarsene, mentre da parte delle lavoratrici la conferma che la lotta per la dignità e i diritti prosegue. Ascolta la corrispondenza con Mattia Pelli di Radio Onda d’Urto [ audio ]
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