Ieri la città di Rimini è stata attraversata per la prima volta da quell’onda anomala che tanto ha caratterizzato le piazze e le vie delle altre città italiane in queste settimane e che continuerà a farlo soprattutto ora che il decreto Gelmini è stato trasformato in legge.
Un movimento autonomo, autorganizzato e moltitudinario, quello che ha attraversato la nostra città nella giornata di ieri, composto da soggettività appartenenti al mondo della formazione ma non solo, coinvolgendo questa riforma tutti i diversi strati sociali. Per questo rigettiamo ai vari mittenti ed anche ai quotidiani locali le accuse di strumentalizzazioni di chissà quale centro sociale. Questo è un movimento che non ha ne tessere di partito, ne tessere sindacali, è un movimento autonomo, libero e indipendente e chiunque si riconosca in questi valori è parte di esso. Un movimento che ha voluto svegliare le addormentate coscienze riminesi attraverso una forma viva, colorata e rumorosa di protesta, che nasce direttamente dalla rabbia e dalla disapprovazione per una legge firmata da governanti sordi che si propongono di migliorare il mondo della formazione attraverso un de-finanziamento.
Siamo convinti che non è attraverso un referendum popolare che si può abrogare questa legge, poiché questa riforma fa parte di quel processo di crisi globale che sta colpendo tutti noi. Solo riconquistandoci, quindi, i nostri diritti, attraverso una politica dal basso e un’altra informazione, possiamo fermare questa crisi.
Il nostro spezzone definito "rumoroso" si è differenziato anche in questo dall’altro corteo, alla cui direzione si trovava uno studente del Liceo scientifico Einstein incapace di produrre una manifestazione che abbia visto la partecipazione durante la sua creazione di tutti i rappresentanti degli altri istituti e di tutti i comparti della formazione. Un corteo che, per volontà di poche persone, ha continuato la sua "marcia" anche nel momento in cui le forze dell’ordine hanno cercato di impedirci di continuare la manifestazione dentro un percorso autorizzato. Queste stesse persone sono po state fischiate, quando in piazza hanno hanno ringraziato le forze dell’ordine.
Un comportamento, quello tenuto dalle forze dell’ordine, inaccettabile, in quanto più e più volte hanno cercato lo scontro con gli studenti, dimostrando così anche la loro impreparazione di fronte a soggettività che si muovono a volto scoperto e a mani nude, affrontando percorsi non-clandestini di riappropriazione dei propri diritti. Convinti e certi che la manifestazione di ieri sia stata solo una tappa iniziale del nostro percorso di dissenso contro questa legge, venerdì 7 novembre torneremo nuovamente in piazza, coinvolgendo e sensibilizzando tanti altri studenti e universitari.
Ricordiamo infine la presenza dell’info-point autogestito, presso l’aula 9 della facoltà di Economia, in cui è possibile trovare materiale cartaceo sulla legge e tenersi informati sulle numerose manifestazioni che si stanno svolgendo nelle altre città.
"Non pagheremo noi la vostra crisi!"
Comitato universitario Global students – Rimini