COMUNICATI

Andrea bruciato vivo a Rimini

Rimini - Martedì 11 novembre 2008
Martedì 11 novembre ore 18 P.zza Cavour presidio spontaneo

Ci viene in mente una canzone smisurata preghiera di De Andrè per cercare di stare vicino ad Andrea e di provare a ragionare su quanto accaduto.
Nel nostro piccolo siamo riusciti ad aiutare un senza fissa dimora, che ora ha una casa, un lavoro, un documento e l’assistenza sanitaria. Quello stesso senza fissa dimora che gli adepti di Forza nuova voleva bruciare dentro il Laboratorio Paz nella scuola di via Montevecchio, il 27 settembre del 2007. Ma questa è un’altra storia, anche se, segno di una crescita xenofobica oltre che della banalizzazione di alcuni gravi episodi di intolleranza sempre più frequenti nel nostro territorio.
Di Andrea alcuni di noi conoscevano la sua storia presente, la sua vita al parco Fabbri di fianco al parchetto giochi. La sua inesauribile voglia di essere “il paladino del parco”, di respingere le forme vere di degrado ed illegalità, quelle dell’indifferenza, del danneggiamento dei parchi pubblici, della libertà di godersi questi spazi nel rispetto degli altri.
Da lì poi si è allontano verso la zona della Colonnella, perché fu oggetto, qualche hanno fa, di una precedente aggressione da parte di un gruppo di persone –così diceva- che gli portò un braccio spezzato, all’epoca dava già fastidio. Ma quell’episodio rimase comunque nel silenzio. Le aggressioni agli Homless non fanno notizia.
Negli ultimi tempi, quando andavi al supermercato Dico, lui era lì sulla sua panchina, la sua casa a cielo aperto. E le sue cose sulla sua bicicletta.
Oggi siamo qui in questa piazza e poi andremo lì dove Andrea è stato bruciato vivo. Resistere all’assurdità del presente per noi vuol dire fare anche questo. Vuol dire stare dalla parte di chi non ha nulla, di chi non è proprietario di qualche cosa, di chi all’epoca della crisi globale e generalizzata esiste meno di prima.
E ci vogliamo interrogare sul perché accadono certe cose, perché questa città si deve svegliare e perché insieme possiamo provare a sognare che tutto può cambiare.

Laboratorio Sociale Paz

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