Venezia
"Liberté, Egalité e Flexsecurite»: è lo slogan di GlobalBeach, un’azione-evento annunciata dalle reti alternative via internet e oggetto di un tam tam ancora sottotono, che però sta già mettendo in discussione le tradizionali modalità di fruizione della Mostra del Cinema della Biennale di Venezia.
L’evento, che durerà quanto la Mostra del Cinema, dal primo all’11 settembre, prevede in primo luogo l’occupazione di una spiaggia del Lido di Venezia, che diventerà appunto una "global beach", una spiaggia globale, «spazio di azione comunic/attiva, di rivendicazioni di spazi, di cultura e socialità». Tra le adesioni, quella della scrittrice Naomi Klein, autrice di "No logo. Economia globale e nuova contestazione".
L’iniziativa è promossa, sull’esempio dei lavoratori precari dello spettacolo a Cannes, da reti quali il Global Project, l’insieme di collettivi dediti alla sperimentazione multimediale tv-computer-radio, e, da quanto si è appreso finora, dagli Invisibili.
«Essendo la Mostra del Cinema di Venezia - dicono i promotori - una vetrina che rischia di rappresentare solo e sicuramente il pensiero unico, cioè un unico modo di porsi, che è quello deciso dall’estabilishment, per noi disobbedienti, precari, euromayday, operativi, artisti che non hanno posto dentro la grande vetrina della Biennale, è importante ci sia un attraversamento della situazione in maniera critica, ma anche propositiva».
Sarà quindi creato, annunciano, «un posto per la gente che non ha 150 o 200 euro a notte da spendere per seguire la Biennale e che non ha la possibilità di reggere i costi proibitivi aggiuntivi, un luogo autogestito dove sarà possibile proiettare video, attuare sperimentazioni artistiche e musicali, con concerti tutta la notte, tutti i giorni dell’occupazione».
Tra le anticipazioni, il concerto di apertura della Global Beach, il 3 settembre, con gli Assalti Frontali, musica dall’hi-pop all’electroclash; ma il primo settembre è in programma la conferenza stampa in cui verrà presentato il programma definitivo. Attive, tra l’altro, installazioni di tivù pirata.
Un aspetto più delicato, ma all’attenzione degli organizzatori dell’evento, riguarda il fatto che al Lido è previsto per novembre il convegno della Nato: «questo - afferma da parte sua Luca Casarini - è già un inizio di conflitto contro l’ignobile parata prevista per novembre».