La mattina del 14 novembre 2008, una decina di uomini della polizia municipale agli ordini del comandante Russo, hanno eseguito lo sgombero di una casa autoassegnata al numero 1 di via Fenulli.Sono entrati sfondando la porta mentre all’interno c’era uno degli abitanti ed in giornata hanno effettuato il trasloco coatto e il cambio della porta .
La casa in questione, vuota da 6 anni, è di proprietà comunale ed è in attesa, come è ormai di moda in questa città, di essere venduta all’asta.L’appartamento era stato occupato lo scorso agosto dopo gli sgomberi di via Compagnoni con l’obiettivo, dichiarato dall’inizio, di impedire la vendita all’asta e per chiedere che questa casa e le altre centinaia in vendita venissero invece assegnate alle famiglie in graduatoria che da anni non riescono ad accedere a questo diritto primario. Lo sgombero è avvenuto in sordina e senza nessuna diffida precedente, nonostante la legge regionale (l.reg. 24/8 agosto 2001 art. 34) reciti diversamente. La cosa grave però è che, come al solito, ad una richiesta pubblica di revisione delle politiche abitative non è stata data nessuna risposta altrettanto pubblica ma si è stati in grado solo di agire in sordina ed in maniera militare, aggirando come sempre le domande imbarazzanti. I signori amministratori sembrano voler ignorare il fatto che noi siamo solo una punta di un iceberg, siamo quelli che pongono le questioni a livello pubblico ma le stesse questioni vengono loro poste insistentemente ogni giorno dalle centinaia di persone che si rivolgono ai servizi sociali per avere un aiuto sulla casa o che non vi si rivolgono più perchè stanche di aspettare una risposta che non arriverà mai. L’unica "strategia" politica che riescono ad attuare è cercare di tappare la bocca a noi e continuare ad ignorare tutti gli altri, ma i signori dovrebbero sapere che noi di bocche per parlare ne abbiamo tante e che tutti gli altri stanno diventando troppi per continuare ad essere nascosti sotto il tappeto.
Niente di nuovo in una città dove le case servono solo come mezzo speculativo e dove le famiglie vengono sfrattate con ritmi da catena di montaggio. Solo una settimana fa acer e comune si erano distinti per un tentativo di sfratto , non riuscito grazie ad un’azione di blocco, di una famiglia in via Zambonini (vedi stampa locale del 6 novembre 2008) che si sarebbe trovata per la strada. Come questa famiglia, come le famiglie sgomberate in via Compagnoni l’agosto scorso da case pubbliche vuote poi abbattute con tre anni di anticipo, come gli abitanti dell’appartamento al n.1 di via Fenulli sgomberati oggi, tante persone in questa città non riescono ad avere la garanzia di una casa, non riescono a far fronte alle spese altissime che un’abitazione comporta, non riescono ad accedere ad un alloggio popolare perchè si preferisce privatizzarli, tenerli vuoti , abbatterli.
E mentre il sindaco Del Rio dopo aver testato la comodità della poltrona è impegnato nella sua campagna elettorale per ricandidarsi ad aprile prossimo, mentre il partito democratico è impegnato a governare l’ombra di se stesso, mentre la presidente della provincia Sonia Masini è impegnata non si sa bene a fare cosa, la gente è impegnata a cercare di sopravvivere alla precarietà della vita e a mantenere un tetto sulla testa.
Sicuramente sarebbe meglio per tutti i componenti del discutibile governo della città che non si parlasse delle emergenze così poco "da eccellenza europea" che fanno parte di questo territorio. E’ meglio che di casa si parli solo quando c’è da fare un po’ di propaganda sugli inutili interventi vetrina che ci propinano da anni o quando si gioca a fare i primi della classe in "ecosostenibilità" (e qualcuno glielo dovrà spiegare che l’enorme colata di cemento che negli ultimi anni ha ricoperto reggio emilia grazie ai loro piani regolatori in odore di "favore ad amici" è molto poco ecosostenibile). Ma guai a parlarne quando lo si fa per fare emergere situazioni di insostenibilità umana o quando lo si fa per denunciare le politiche abitative inesistenti quando non dannose di un comune che tira a campare ignorando la situazione di centinaia di cittadini in emergenza abitativa troppo poco "artistici" perchè si dedichino loro risorse che possono essere invece impiegate per fare tanti ponti bianchi inutili in autostrada o tante belle settimane europee di qualsiasi cosa.
Collettivo sottotetto