SPECIALI

Sabato 22 novembre, ore 14.00, Roma

Indecorose e libere

Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne

Bologna - Giovedì 20 novembre 2008

È un attacco a trecentosessanta gradi quello che sta avvenendo sul corpo e sulla capacità di produrre relazione delle donne. Da una parte la normazione dei corpi con dispositivi di controllo e l’ingerenza sulla libertà di scegliere rispetto alla riproduzione, dall’altra il ruolo di vittime di mostri da cui non sono in grado di difendersi. Da una parte si blocca l’accesso al mondo del lavoro con la continua precarizzazione e contemporaneamente viene smantellato il welfare. Pensavamo di aver visto il peggio quando la ministra Carfagna ha emanato il decreto contro le sexworkers, sotto la regia di Tremonti e tagliava i fondi per i centri antiviolenza, ma ancora non era arrivata sulla scena la ministra Gelmini che con i suoi Ddl ha reso evidente il progetto di far pagare la crisi a studenti precari, ricercatori, insegnanti, genitori e soprattutto alle donne.

Davanti a questo terribile quadro, le donne vogliono essere ancora una volta protagoniste. Dopo la manifestazione del 24 novembre del 2007 dove in centinaia di migliaia manifestarono contro il pacchetto sicurezza e la violenza maschile, dopo essere state in prima linea per la difesa del tempo pieno a scuola e nella lotta per un’università diversa, torneranno in piazza, “Indecorose e Libere” per manifestare contro la violenza maschile sulle donne, l’appuntamento è sabato 22 novembre, alle ore 14.00 in Piazza della Repubblica a Roma.

Contributi audio
Saranno le donne a pagare maggiormente i costi di questa crisi. La precarietà strutturale e generalizzata si amplierà ulteriormente e le donne, che svolgono il maggior numero di lavori precari o atipici, si ritroveranno disoccupate. Forse si può già parlare di una maschilizzazione del lavoro. Alcuni spunti di riflessione con Cristina Morini, scrittrice e giornalista
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“Non saremo noi a pagare la vostra crisi”. Dalle Università in lotta alcune riflessioni sui decreti Gelmini e sulla crisi del welfare e su come questi impattano sulle donne. Ne parliamo con Angela delle Facoltà Ribelli di Bologna.
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I tagli previsti per i consultori e per i centri antiviolenza spesso sono stati riconvertiti in corsi per volontari cattolici, come in Emilia Romagna con le Linee per l’applicazione della Legge 194. Alcune considerazioni con Stefania di Guai a chi ci tocca
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Il riconoscimento dei diversi livelli di intensità che assume la violenza maschile contro le donne è sicuramente un passaggio fondamentale: il 69 % delle violenza avviene in famiglia e passa sotto silenzio. La voce di Angela delle Facoltà Ribelli di Bologna
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Materiali
Comunicato delle Donne in onda della Sapienza in mobilitazione
Comunicato dall’Emilia Romagna a Roma per la manifestazione contro la violenza sulle donne

Link
Rete Nazionale Femminista
Guai a chi ci tocca

Ascolta lo spot della manifestazione
Il manifesto Indecorose e Libere

Info bus da Bologna: guaiachicitocca@gmail.com - 335.5483221

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