Nella fredda giornata di ieri, si è tenuta una conferenza stampa degli attiviste e delle attiviste del Laboratorio Sociale Paz per mettere in rilievo, sostanzialmente, alcuni aspetti che stanno caratterizzando la fase post sequestro dell’immmobile di via Bagli, avvenuto il 21 ottobre 2008, lo stesso giorno del sequestro e dello sgombero dell’Horus id Roma.
Nell’ultimo mese sono 4 i procedimenti penali che colpiscono il Paz, non ultimo l’invio di altri due "avvisi orali" ad alcuni attivisti del Paz che si aggiungono ai due precedenti. Per "avviso orale" si intende una serie di misure di prevenzione nei confronti di persone ritenute pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, misure atte a prevenire e a reprimere la criminalità.
Si tratta, pertanto, di dispositivi molto pesanti, limitativi delle libertà individuali, e utilizzati dalla Questura di Rimini come strumenti di controllo rispetto all’attività politica delle soggettività che compongono il Paz.
La conferenza stampa è stata, però, anche l’occasione per rendere pubblico il "Progetto di riqualificazione dell’ex centrale del latte", un progetto ambizioso e futurista, come capacità di leggere i mutamenti della città e soprattutto nell’ottica innovativa di creare welfare dal basso per rispondere alla crisi.
Come dire, gli ultimatum non fermano il Paz.
Vedi anche:
Riprendere il viaggio
Galleria fotografica- conferenza stampa
Rassegna stampa:
"’Parlare é denunciare’. Il Paz contro diffide per occupazione Granarolo" da Newsrimini
"Un ultimatum della Questura per il Paz"