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Sabato 3 gennaio 2009 19:54 Reggio E. - 3000 persone al corteo per la Palestina

Imponente corteo per fermare il massacro di Gaza

Questo pomeriggio oltre 3000 persone si sono riversate nelle strade e nelle piazze di Reggio Emilia per una manifestazione contro il massacro, ad opera del governo israeliano, del popolo palestinese nella striscia di Gaza.
Il corteo è stato promosso dal Laboratorio Aq16, dall’Associazione Città Migrante, dalla comunità islamica di Reggio Emilia, dalla comunità palestinese di Parma e dall’associazione Giuristi Democratici.
Dopo il concentramento presso la stazione FFSS, un lungo e colorato corteo si è snodato per le vie cittadine, gli slogan più scanditi sono stati "Palestina libera", "Gaza libera" e "Bush e Barak assassini".
Il corteo è stato aperto dalle donne e dai bambini della comunità islamica, prime vittime in Palestina dell’operazione "piombo fuso" con i sanguinosi bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza.
Al termine del corteo, in Piazza Prampolini, si sono susseguiti numerosi interventi segli organizzatori e dei partecipanti alla manifestazione, che segna una delle più grandi mobilitazioni in difesa del popolo Palestinese mai viste a Reggio Emilia.

Cronaca multimediale:

-  [ galleria fotografica ]
-  ascolta l’intervento di apertura del camion del corteo [ audio 01 ]
-  commenti conclusivi di Nader (Ass.Città Migrante) e Daniele (Lab.Aq16) [ audio 02 ]

Comunicato dei promotori:
Non esistono parole che descrivano a pieno lo sdegno che le immagini provenienti dalla Striscia di Gaza producono in queste ore nelle nostre teste e nei nostri cuori. L’ azione militare dell’ aviazione israeliana ha prodotto in questi giorni centinaia di morti, in gran parte vittime civili. E non è che l’inizio perchè ai bombardamenti seguirà l’azione delle truppe di terra che invaderanno la striscia di Gaza. Non ci sono modi per descrivere questa rappresaglia, se non come un vero e proprio crimine umanitario. Non possiamo accettare che lo stato israeliano cinicamente utilizzi la guerra mossa in questi giorni contro la popolazione palestinese di Gaza come ennesima dimostrazione di forza nel panorama mediorientale e per consolidare la leadership del partito Kadima in vista delle elezioni politiche. Riteniamo inoltre ridicolo il tentativo di addossare tutta la responsabilità di questa catastrofe umanitaria al partito Hamas che, piaccia o meno, è stato scelto dalla stragrande maggioranza dei palestinesi. Ricordiamo, cosa che il ministro Frattini omette nelle sue dichiarazioni, che il popolo palestinese scelse Hamas durante le regolari elezioni del 2006, tra l’altro sotto supervisione di osservatori mandati dall’unione europea, proprio nell’epoca in cui Frattini ricopriva importanti incarichi in sede comunitaria. La libera scelta del popolo palestinese in favore di Hamas fu all’epoca un terremoto politico interno ed esterno al paese: ruppe lo strapotere dello storico partito Fatah, ormai poco credibile agli occhi della gente per causa della forte corruzione e produsse una fortissima pressione occidentale e delle leadership arabe perchè Hamas non venisse riconosciuto come interlocutore possibile. La conseguenza fu l’inevitabile scontro tra le due fazioni, l’isolamento totale della striscia di Gaza in mano ad Hamas ed appoggio incondizionato internazionale al piano di pace scritto unilateralmente sotto dettatura americana da parte di Israele ed il ceto politico corrotto legato al presidente dell’ ANP Abu Mazen.

Ad oggi la popolazione di Gaza viene da due anni di embargo totale che ha reso inservibili gli ospedali, aumentato drasticamente la disoccupazione, impoverito e compromesso la salute di migliaia di persone riducendole alla fame.

chiediamo:

-  Cessazione immediata dell’aggressione militare israeliana;
-  Fine dell’embargo navale e terrestre alla striscia di Gaza;
-  Riconoscimento del diritto all’ autodeterminazione del popolo palestinese, estendendo tale diritto anche alle forme di resistenza;
-  Presa di posizione forte dell’unione europea e della lega araba affinché si mobilitino per una risoluzione pacifica del conflitto, per spingere nel caso in cui l’aggressione continui, a forti sanzioni dell’assemblea dell’ONU nei confronti di Israele.
-  Che l’amministrazione reggiana, forte di anni di cooperazione civile in Palestina, utilizzi tutti i mezzi in suo potere perchè questo scempio abbia fine, condannando in maniera decisa il massacro perpetuato dall’esercito israeliano.

Laboratorio aq16, Ass. Città Migrante, Comunità islamica Reggio Emilia, Giuristi Democratici, Comunità palestinese Parma

Audio dalla conferenza stampa di lancio del corteo:
-  Daniele (Lab.Aq16) [ audio ]
-  Federica (Ass.Città Migrante) [ audio ]
-  Imam della moschea di via Gioia [ audio ]
-  avv.Vainer Burani (Giuristi Democratici) [ audio ]

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