É un luogo fortemente simbolico quello che farà da scenario al Festival sociale delle Culture Antifasciste. Parte il 29 maggio all’interno del Parco delle Caserme Rosse, che si guadagnò il nome di "lager di Bologna" perché i nazisti rinchiusero migliaia di rastrellati in attesa di deportazione, una cinque giorni di incontri, dibattiti, presentazione di libro, workshop, convegni, tavole rotonde, proiezioni, concerti e spettacoli teatrali per parlare di antifascismo ricollocandolo al centro di un dibattito che vuole parlare anche di uscita dalla crisi, dal razzismo istituzionale, dalla negazione di diritti e dal restringimento delle libertà che stiamo vivendo negli ultimi tempi.
“In questo quadro – scrivono gli organizzatori - il neofascismo si manifesta con nuove forme, alcune evidenti, altre molto più subdole e mascherate, tutte aggressive e violente. Cerca di ricostruirsi una legittimità sociale, utilizzando immaginari e slogan dell’ideologia politico-istituzionale della “sicurezza” che semplifica, nasconde, mistifica, propaganda miti razzisti e istiga all’odio sociale”. Difronte a questo, il festival si pone come momento di dibattito e di ricerca comune si vie accessibili e percorribili “per stimolare la nascita di nuove relazioni e dotarci di una “scatola degli attrezzi” per analizzare e agire nei confronti del fascismo che minaccia il nostro tempo”.
Una cinque giorni che vede coinvolte moltissime realtà, “una rete informale di uomini e donne, singoli, gruppi, associazioni e movimenti che si riconoscono nei valori dell’antifascismo”. Dal mondo dei centri sociali, fino all’ANPI della Bolognina, passando per le realtà GLBTQ che avranno una centralità e un protagonismo nuovo all’interno dell’iniziativa. Cureranno infatti l’aspetto legato alla sicurezza, con un servizio rinominato “di tranquillità” per rifocalizzare la necessità di connotare ed esplicitare la natura antisessista, non machista e non omo/lesbo/transfobica del festival.
“Da qui - raccontano i promotori - l’idea di creare un gruppo di lavoro che affronti la questione sia da un punto di vista comunicativo (produzione/riciclaggio di striscioni, volantini, locandine e materiale vario disseminato, a partire dall’ingresso, nei vari punti chiave) sia da un punto di vista più pratico della prevenzione, con le “Lucciole” che si occuperanno dell’accoglienza.
Infine il tutto sarà documentato, reso accessibile e condivisibile tramite il Media Center che si trova all’interno del Parco. Luogo di raccolta e di scambio di informazioni, che vedrà coinvolte diverse realtà dell’informazione indipendente, video makers, siti web e radio di movimento. Il tutto riportato in rete tramite il sito del festival, che prevede anche una sezione in streaming in diretta audio e video.
Ascolta i contributi audio di presentazione del Festival raccolti da Radio Kairos:
Vittorio ci racconta della costruzione del Festival | [ audio ]
Michela ci parla del Servizio Tranquillità| [ audio ]
Antonella spiega il lavoro del media center [ audio ]
Vai al sito del Festival