Si è aperta con nuove vittime la giornata in Medio Oriente: secondo testimonianze concordanti due adolescenti di 12 e 14 anni sono stati uccisi da un carro armato israeliano nel campo profughi di Jabalya, a nord della Striscia di Gaza.
In quella zona l’esercito israeliano è impegnato, dallo scorso 28 settembre, nella massiccia operazione militare denominata ‘Giorni di penitenza’, che ha provocato finora 90 morti, tra cui decine di civili e bambini. Nonostante la condanna generale da parte della comunità internazionale, Sharon e il suo governo non demordono anzi Dov Weisglass, consigliere di Sharon, intervistato dal quotidiano israeliano Haaretz, dichiara che il cosiddetto piano di disimpegno da Gaza (che prevede anche la costruzione del muro in Cisgiordania) è solo una manovra diversiva volta a fornire a Israele «una quantità di formalina sufficiente affinché non ci sia un processo politico con i palestinesi».
La corrispondenza con Safwat Khllut, corrispondenze dalla Striscia di Gaza.
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[ Leggi l’articolo ] di Michele Giorgio, Nella morsa di Jabalya
Il comunicato della rete degli ebrei contro l’occupazione:
La rete degli ebrei contro l’occupazione «per una pace giusta», dopo aver stigmatizzato il silenzio del mondo di fronte alla tragedia di Gaza e il piano di Sharon per soggiogare definitivamente i palestinesi sotto la «copertura» del presunto «piano di disimpegno», chiede alla Ue di porre fine al massacro e di applicare, in caso contrario, precise sanzioni, al movimento di lanciare da Londra una mobilitazione internazionale di solidarietà coi palestinesi e i pacifisti israeliani e ai soldati israeliani di seguire l’esempio di oltre 1000 refusenik.