RASSEGNA STAMPA

Il Corriere Veneto del 13 novembre 2004

Harry’s bar, pranzo da mille euro con fuga

“Siamo studenti, il conto lo paghi la Nato”

Venezia - Sabato 13 novembre 2004

Esproprio da parte di nove giovani "antagonisti". Cipriani: pagherà il cameriere proletario
Venezia – Esproprio proletario all’"Harry’s Bar" di Venezia. Il popolo dei devoti di San Precario è arrivato in laguna. Bottino della serata, una cena da mille euro, consumata letteralmente "a gratis" nel locale di Arrigo Cipriani, il più famoso di Venezia, affacciato sulle acque del bacino di San Marco. Nove ragazzi hanno ordinato i piatti più costosi del menù, dall’aperitivo storico, il Bellini, agli antipasti di pesce, seguiti dai tagliolini al granchio accompagnati da vino doc e da un secondo di pesce. Poi, con la pancia piena, uno alla volta, hanno abbandonato il tavolo, lasciando "a bocca asciutta" la cassa del ristorante. Una vera e propria chetichella, insomma. "Il conto lo pagherà il cameriere che li ha serviti, cioè un proletario", avverte Arrigo Cipriani, cercando così di sottolineare la sconfitta dell’azione. E’ successo giovedì sera all’Harry’s Bar.
Nel pomeriggio una telefonata al ristorante per prenotare un tavolo per la sera stessa, per nove persone, a nome della famiglia "Aspesa", preferibilmente al secondo piano con vista Bacino. E alla sera, puntuali, sono arrivati nove ragazzi, vestiti bene e molto educati, che, tra sorrisi e saluti si sono seduti al tavolo prenotato. Una bella serata, prelibatezze della casa, ottimo vino e cena completa. "Erano ragazzi simpatici, ridevano e non sembravano affatto in malafede – afferma Cipriani – non mi era mai successo prima d’ora, anche le Brigate rosse hanno cenato al mio ristorante ma loro il conto l’hanno sempre pagato".
Stesso tavolo, stessi piatti, simile servizio che in passato hanno allietato le serate di clienti illustri come Hemingway, Truman Capote, Orson Welles, Aristotele Onassis e Maria Callas.
Forse ieri sera gli alternativi si saranno sentiti un po’ divi, l’Harry’s ha pur sempre il suo fascino. In realtà però loro sapevano benissimo che la cena non avrebbero potuto pagarla e così, in silenzio, dopo il caffè e il lquore, mesti e silenziosi, uno alla volta, si sono allontanati dal tavolo. Al posto dei contanti sul piattino della ricevuta fiscale i commensali hanno lasciato un volantino: "Questa cena la paga la Nato! O Galan".
Un esproprio proletario coi fiocchi quindi spiegato in venti righe di comunicato: "Gentile direttore, innanzittutto vogliamo esprimerle i complimenti per la qualità ottima del cibo. Siamo studenti, lavoratori intermittenti a contratto, e quindi, disgraziatamente per noi, non possiamo permetterci queste delizie. Ma siccome abbiamo sentito che il governatore Galan, capo supremo della nostra regione, offriva cene come queste ai signori del vertice Nato, e siccome noi consideriamo questo vertice di guerra, una cosa vergognosa per questa città, ci siamo chiesti, è mai possibile che Galan voglia offrire cene con soldi pubblici e che noi invece, dobbiamo stare senza? Allora abbiamo deciso. Oggi la nostra cena la pagherà la Nato o Galan". Manifestino che si conclude con un "grazie" e firmato "Devoti di San Precario".
Ma come hanno fatto i nove a passarla liscia? Forse il cameriere che li serviva avrà pensato che i ragazzi andassero a fumare una sigaretta in calle o che a causa del vino bevuto avessero bisogno dei servizi igienici. Mai avrebbero pensato che i nove giovani stessero scappando lasciandolo in un bel "pasticcio" perché, suo malgrado, adesso il cameriere imbrogliato, dovrà rimetterne di tasca propria.
Il suo titolare, Arrigo Cipriani, infatti è stato categorico. "Il conto lo pagherà il cameriere, l’esproprio proletario in questo caso verrà pagato da un proletario – afferma Cipriani – doveva stare più attento, il tavolo era sotto la sua responsabilità, la cena in questo caso la offre il cameriere".
Ma i sindacati non sono d’accordo: "La cena non deve essere pagata dal cameriere, che i soldi li metta il signor Arrigo Cipriani", chiede Giuseppe Sforza, segretario della CGIL Filcams, invitando il cameriere a chiedere il loro appoggio.

1 La prenotazione: Famiglia Aspesa
Nel pomeriggio di giovedì la telefonata per prenotare un tavolo per la cena: "Famiglia Aspesa, preferibilmente al secondo piano con vista sul Bacino, grazie".
2 La cena: Bellini, pesce e vinello
I nove ragazzi hanno ordinato i piatti più costosi del menù, dall’aperitivo storico, il Bellini, agli antipasti di pesce, seguiti da tagliolini al granchio con vino doc.

3 La fuga: uno alla volta
Con la pancia piena, invece di andare alla cassa e pagare il conto, i ragazi sono usciti uno per volta dal locale e si sono dati alla fuga lasciando un biglietto

4 Il comunicato: Siamo studenti
Alla fine hanno lasciato un comunicato: "Gentile diretore, complimenti per la qualità del cibo, siamo studenti, lavoratori intermittenti, paghi la Nato o Galan".

5 Il titolare: anche le Br pagarono
Il titolare del locale, Arrigo Cipriani: "Erano ragazzi simpatici, ridevano e non sembravano affatto in malafede, non mi era mia successo una cosa del genere".

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