Quest’oggi, ancora una volta, parliamo di Iraq, in una giornata sicuramente particolare e drammatica. In quell’Iraq ormai occupato da troppo tempo e sempre più in guerra. Solo ieri a Baghdad, mentre l’alleanza irachena uscita vincitrice dalle elezioni non trovava un accordo per designare il primo ministro, ci sono stati 29 morti e numerosi sabotaggi, il più clamoroso contro un oleodotto, utilizzato per le esportazioni verso la Turchia, con fuoriuscita di greggio che continuerà pare fino alla prossima settimana. Una situazione di estrema tensione in cui non si vede ancora traccia della democrazia che i paesi occidentali, tra cui l’Italia, dicono di aver esportato; e in questa situazione di guerra destinata a diventare sempre più globale, la possibilità di fare corretta informazione contro i dettami dei paesi occupanti, raccontando le sofferenze di un popolo che vuole la propria indipendenza e libertà, diventa sempre più difficile. A tal proposito ascoltiamo le parole di Stefano Chiarini, inviato dal Manifesto in Iraq e appena rientrato in Italia.
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E proprio ieri si è votato per il rifinanziamento della missione italiana in Iraq: come era prevedibile l’Italia continuerà ad essere un paese occupante. Il centrosinistra compatto vota no, manifestando durante le dichiarazioni di voto tutto il proprio dissenso contro il governo e il suo operato. Solo Dini si distingue assentandosi dall’aula e l’udeur ribadisce il suo sì. Molti all’interno della sinistra, tra cui i Verdi, avevano chiesto il rinvio della votazione per non danneggiare Giuliana Sgrena nel giorno più drammatico del suo rapimento.
Dopo 13 giorni arriva ieri il primo video della giornalista rapita; consegnato all’hotel Palesatine e diffuso dalla Associated Press, mostra una Giuliana Sgrena a tratti disperata. Immagini drammatiche in cui la giornalista ribadisce le parole che ha sempre detto: parole che raccontano ancora una volta le condizioni del popolo iracheno, parole di pace per un messaggio semplice: è necessario porre fine all’occupazione per porre fine alla violenza e soprattutto alla sofferenza dei civili. È ancora Stefano Chiarini a commentare il video.
Le vergogne di questa guerra ancora in atto non sembrano finire mai. È di oggi la notizia che il quotidiano inglese The Indipendent formula, con una lunga e documentata inchiesta, nuove accuse contro le truppe britanniche per l’uccisione di civili iracheni. Sempre oggi sui giornali si può leggere che ad aprile il Pentagono invierà a Baghdad un primo contingente di super soldati: dei robot, piccoli cingolati guidati a distanza che non hanno paura, non hanno fame e non si impressionano di fronte a nulla e…non sono in grado di ragionare oltre che a provare sentimenti. Mentre l’esercito americano si preoccupa dei nuovi soldati, quattro mercenari reduci dall’Iraq hanno raccontato cosa hanno visto fare dai loro colleghi in un’intervista shock trasmessa dall’NBC: sopraffazione, abusi, violenze di tutti i generi. È, questo, un episodio tra i tanti che costellano la storia di una guerra assurda…contro questa sarà importante essere in tanti a Roma sabato 19 per liberare Giuliana Sgrena e tutti i rapiti ma soprattutto per liberare tutto il popolo iracheno.
Vi proponiamo inoltre l’intervista prodotta questa mattina a Michele Giorgio, inviato del Manifesto, a cura di Ivan Grozny.
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