Sabato 27 marzo
Verso le ore 13, nelle vicinanze di via Adda, una pattuglia di carabinieri chiede i documenti ad uno degli occupanti della casa. Una volta mostrata la sua richiesta di asilo politico questa viene stracciata davanti ai suoi occhi. Vedendo la scena interviene una ragazza che chiede spiegazioni. Per risposta viene aggredita, ottenendo insulti e un tentativo di arresto. Assistendo all’ammanettamento gli abitanti della casa occupata vanno in soccorso dei due loro compagni, mettendo in fuga i carabinieri che, impauriti, "dimenticano" la ragazza ammanettata;per evitare che l’episodio venga reso pubblico vengono consegnate anche le chiavi delle manette, che però rimangono in via Adda.
Domenica 28 marzo
Nel primo pomeriggio una pattuglia della polizia ferma due minorenni davanti alla casa per identificarli ma i documenti sono in casa e quando i poliziotti chiedono di seguirli in centrale questi rifiutano. La polizia decide di prenderli lo stesso, tentendo di ammanettarne uno e bloccando a terra l’altro, con la testa sotto lo scarpone. Quando intervengono gli abitanti della casa vengono esplosi due colpi di pistola in aria, e i due rom vengono "liberati". Risultato: 2 bossoli, un altro paio di manette e due minori all’ospedale.
Martedì 30 marzo
Questa volta tocca ai vigili urbani portare avanti l’ennesima provocazione. Ad un gruppo di occupanti che stava pulendo i marciapiedi adiacenti lo stabile viene intimato di smettere il loro lavoro, ma il gruppo rifiuta. Dopo l’ennesima discussione spuntano ancora le manette, ma questa volta la situazione non precipita grazie all’intervento di un m,embro del consiglio degli occupanti. L’affare si conclude con la provocazione: sequestro di scope e secchi.
I mass-media
Dopo due anni di occupazione i mass-media si interessano di via Adda. In quattro giorni vengono forniti dai giornali solo i resoconti di polizia, carabinieri e vigli che vengono dipinti come vittime aggredite da violenti criminali. Sulla stampa diffusa gratuitamente nei mezzi pubblici si comincia a sollevare il problema dello sgombero. An e Lega portano avanti una campagna di criminalizzazione, su cui si appoggiano anche DS e Prefetto. Nella giornata precedente lo sgombero sui quotidiani viene annunciata l’azione di forza, inserita in un clima di campagna elettorale, di cui i mass media "ufficiali" sono, a ragion veduta, tra i maggiori protagonisti.