I voli di rimpatrio verso la Libia dei migranti trattenuti nel CPT di Lampedusa è iniziata due giorni fa con 150 persone che sono state deportate.
Nel centro ne erano rinchiuse circa 1.000 persone. Il CPT ne potrebbe contenere 190.
Oggi sono ripresi i voli di rimpatrio.
Una quindicina di attivisti della Rete antirazzista siciliana è arrivata sull’isola all’una di oggi.
Non appena i migranti sono iniziati ad uscire dal cancello, a gruppi di uno o due e senza manette, scortati dalla polizia, gli attivisti hanno iniziato a gridare in arabo che potevano chiedere asilo politico e che stavano per essere deportati in Libia.
A seguito della comunicazione ricevuta dagli attivisti i migranti hanno iniziato ad agitarsi sia dentro il centro che sull’aereo.
Dall’aereo, qualcuno di loro (da 5 a 10) è riuscito a scendere giù e a scappare sulla pista.
Sono stati rincorsi, ripresi a manganellate e riportati a forza sull’aereo.
A questo punto l’aereo ha spento i motori per far scendere un ragazzo trascinato da tre persone, che sembrava svenuto o ferito. E’ stato trasportato dentro una camionetta della polizia.
Le notizie erano che oggi avrebbero dovuto partire due aerei, ma per ora ne è decollato solo uno e l’impressione è che non siano riusciti a riempire l’aereo, con meno di 90 persone imbarcate.
Il bilancio della giornata con Alessandra del Laboratorio Zeta di Palermo.
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La cronaca
Fuori dall’aeroporto una quindicina di attivisti della Rete antirazzista cerca di comunicare con i migranti in arabo informandoli del fatto che possono chiedere il riconoscimento dell’asilo politico. L’isola è militarizzata. Purtroppo non c’è nessun esponente istituzionale e nemmeno la stampa.
La prima corrispondenza con Alessandra del Laboratorio Zeta di Palermo.
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Un gruppo di abitanti dell’isola sta insultando i compagni che fuori dal centro cercano di comunicare in arabo con i migranti facendogli capire che la loro destinazione sarà la Libia. Alcuni degli immigrati ha iniziato a correre sulla pista. 4 o 5 di loro divincolandosi dai poliziotti sono riusciti a scappare, ma sono stati inseguiti, ripresi e imbarcati. Un avvocato dell’Arci è riuscito almeno a garantire di poter riprendere con le telecamere. All’interno del campo sono in corso proteste, dopo aver capito che li stavano deportando in Libia.
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ore 15.50 - L’aereo sta scaldando i motori, ma forse non sono riusciti a imbarcare tutti perché probabilmente c’è stata una rivolta nel centro dopo aver saputo dagli attivisti della Rete antirazzista che stanno per essere imbarcati sull’aereo per essere deportati in Libia e che potevano chiedere l’asilo politico. Dei cellulari della polizia sono entrati dentro il centro.
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ore 16.10 - L’aereo ha dovuto fermarsi per far scendere un ragazzo trasportato da tre persone, che sembra svenuto o ferito. E’ stato trasportato dentro una camionetta della polizia e riportato nel centro. Subito dopo è arrivata un’ambulanza. Nel frattempo sono arrivati altri cellulari della polizia dentro il centro. L’aereo della Air Adriatic ora sta partendo. Da dietro il filo spinato gli altri ragazzi stanno salutando il gruppo di quelli che stanno partendo. Gli immigrati, prima di aver saputo che li stavano deportando in Libia, erano convinti di essere trasportati in un altro centro perchè dentro il centro campeggia un cartello in tutte le lingue in cui si spiega che "le persone verranno trasportate in altri centri italiani per essere identificate e poter spiegare i motivi dell’arrivo in Italia. Più tardi è prevista la partenza di un altro cargo.
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