Il 4 aprile Federica e Vincenzo sono stati rilasciati. Sarebberero dovuti uscire sabato mattina ma sono stati trattenuti in carcere fino a lunedi , inoltre sono state applicate misure cautelari nei loro confronti: hanno l’obbligo di non uscire dal comune di Reggio Emilia.
Tutto questo dimostra l’ingabbiamento elettorale e le pressioni politiche esercitate dal ministro Carlo Giovanardi, fratello gemello di Daniele Giovanardi presidente della “Misericordia”. Il modo arbitrario con cui sono stati arrestati è la dimostrazione del sistema di controllo e della logica repressiva che cerca di colpire attivisti del movimento che da anni si battono contro la guerra globale permanente, per i diritti dei migranti e per la chiusura dei CPT.
Federica e Vincenzo sono attivamente impegnati in progetti per la costruzione di una società aperta, multiculturale, includente e senza frontiere. La volontà di reprimere i nostri compagni mira chiaramente a voler colpire tutto il movimento in quanto il sanzionamento dal basso avvenuto venerdì 1 aprile, anche se non si sa chi l’abbia efettuato rientra nella giornata del 2 aprile. Ricordiamo che il 2 aprile è stata una giornata europea di mobilit-azione per la libertà di movimento, per i diritti dei migranti , per la chiusura dei CPT e contro le deportazioni. Migliaia di persone si sono mobilitate. Sono stati circondati CPT, sanzionate dal basso imprese private, compagnie aeree e altri enti che lucrano e speculano a spese dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti, colpevoli solo di cercare una vita migliore in fuga da zone di guerra e miseria.
I CPT sono vere prigioni, anche peggiori dei carceri normali, dove gli immigrati, che non hanno commesso alcun reato salvo essere entrati in Italia in modo irregolare, sono tenuti rinchiusi in gabbie, sottoposti a pressioni fisiche e morali, oppure arbitrariamente sedati con psicofarmaci. In questi posti la disperazione raggiunge livelli altissimi, si susseguono rivolte, tentativi di evasione, atti di autolesionismo e gesti estremi come tentare il suicidio. I CPT non sono solo mura e non potrebbero esistere se nessuno li gestisse e facesse dell’umanitario un business.
La “Misericordia” è una associazione di volontariato di secondo tipo che gestisce in Italia 4 CPT. Per la gestione del CPT di Modena si è svolta una gara d’appalto a cui hanno concorso Caritas, Croce Rossa e Misericordia, che vinse l’appalto. Voci fondate riportano che durante la gara di appalto, nel 2002, Daniele Giovanardi era presidente della Croce Rossa ma visto che l’appalto fu vinto dalla Misericordia passò al comando della confraternita diventando presidente della sezione locale.
Nella regione Emilia Romagna, regione di centro sinistra, esistono 2 CPT , 1 carcere privato per tossicodipendenti, il tentativo fallito di trasformare l’aeroporto di Rimini in uno scalo militare per i marines, la precarizzazione coatta ed estesa del mercato del lavoro e la crescente carenza di politiche sociali. Questo è la dimostrazione di come sarebbe l’Italia con un governo di centro sinistra, non dimentichiamo infatti che la legge Bossi-Fini è stata preceduta dalla Turco-Napolitano e che la guerra in Kosovo è stata fatta per volontà del precedente governo di centro sinistra. Ci troviamo di fronte ad un centro sinistra embedded che si muove in linea con quello che è il sistema neoliberista, che a parole è contro la guerra ma nei fatti la porta nei nostri territori alimentandone il business e gli interessi di chi sopra ci specula. Siamo davanti ad una mistificazione della pace e della democrazia.
La guerra non è fatta solo di bombe. La guerra è un CPT, è un carcere privato, è la precarizzazione della vita, è l’attacco ai diritti, è la carcerazione arbitraria di Federica e Vincenzo. I dispositivi repressivi nei confronti di Federica e Vincenzo sono gli stessi che vivono tutti i giorni i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti che sono quotidianamente sottoposti a controlli, resi schiavi dalla legge Bossi-Fini che subordina il permesso di soggiorno al contratto di lavoro e che vengono rinchiusi nei CPT, veri e propri lager etnici.
Non è possibile esportare democrazia con i carrarmati come non è possibile essere per la chiusura dei CPT e nello stesso tempo contro a chi si attiva per la loro chiusura, arrivando addirittura a dare solidarietà a chi li gestisce per meri fini economici come è stato fatto dai DS di Modena, da Romina Bertoni segretaria di Rifondazione Comunista di Modena, da Greta Barbolini presidente dell’ARCI Modena e da Filippo Miraglia responsabile immigrazione ARCI.
Siamo in guerra e bisogna scegliere da che parte schierarsi. Noi stiamo con l’umanità offesa e calpestata dai signori della guerra. Chi ha dato solidarità alla “Misericordia” è dalla parte dei signori della guerra. Chi non prende posizione adotta la politica del “chi tace acconsente” e si rende connivente con il sistema di questa guerra, la guerra globale permante.
Oggi la città di Modena ha finalmente la possibilità di prendere una posizione chiara chiedendo l’immediata chiusura dei CPT senza se e senza ma che significherebbe un no alla guerra senza se e senza ma.
Laboratorio AQ16