Querelarlo? Potrei farlo, personalmente non temo sue reazioni piuttosto ho timori di possibili ritorsioni contro i volontari”
«Sono tutt’altro che preoccupato per le dichiarazioni di Casarini nei mei confronti, lo sono invece per le minacce che ha rivolto alla Misericordia e ad ai volontari che vi lavorano». A nemmeno 24 ore dalla “dichiarazione di guerra” del leader dei “no global” Luca Casarini a margine della scarcerazione dei due disobbedienti accusati di aver fatto parte del “commando” che ha assaltato la sede della Confraternita venerdì scorso, Daniele Giovanardi, presidenmte della Misericordia, è calmo e tranquillo.
Non nasconde tuttavia la sua amarezza - ci mancherebbe - e come lui stesso afferma, si dice “preoccupato dei suoi ragazzi”, i 120 volontari che prestano servizio sulle ambulanze di soccorso e che gestiscono il Cpt a S.Anna. Proprio contro il Cpt e chi lo fa andare avanti, l’altro giorno s’è scagliato Casarini, infarcendo il suo intervento davanti ai giornalisti di ideologia ma soprattutto di minacce. Il leader “no global” ha attaccato duramente sia la Misericordia, che gestisce i Cpt - e che a Modena è guidata dal dottor Daniele Giovanardi, fratello del ministro con i rapporti per il Parlamento - sia la sinistra, da lui definita «collaborazionista». «La Misericordia non può stare tranquilla, non creda di stare tranquilla con la polizia - ha ripetuto due volte Casarini - Chi gestisce lager come Cpt non può che essere trattato come complice di questa bruttura».
Casarini si è anche scagliato contro la sinistra, che ha definito “embedded”, integrata al sistema: «Questo Cpt l’ha costruito una società della Lega Coop, le pulizie sono affidate a coop sociali che sono nell’orbita della sinistra», ha aggiunto Luca Casarini.
Parole pesanti, minacce da codice penale, che tuttavia il dott. Giovanardi non raccoglie con reazione decisa (che comunque sarebbe stata spontanea, in altre parole sarebbe stato comprensibile che il responsabile del pronto soccorso del Policlinico, e non solo della Misericordia, dicesse “quello io lo querelo”), scegliendo la strada della riflessione: «Querelare Casarini? Bisogna sempre valutarne le reazioni e non tanto nei mei confronti, sinceramente non ho paura di nulla, tanto meno di lui, quanto piuttosto riguardo ai volontari della Confraternita».
Insomma Giovanardi pensa più ai suoi 120 ragazzi che per lavorare su ambulanze, automedica e Cpt, non beccano una lira e che di fronte ad una denuncia sarebbero i primi ad essere esposti ad un’eventuale prevedibile ritorsione, considerando che lo stesso Casarini ha avvertito: «La “Misericordia” non deve stare tranquilla».
Timori che si concretizzano proprio mentre stiamo parlando con lui nel suo studio del Policlinico. Squilla il telefono. Dall’altro capo il segretario Giorgio Vaccari che gli manifesta in questo caso non i timori, ma il clima di “paura” che sta vivendo in questo momento il personale volontario.
Tanto che questi ultimi hanno chiesto al segretario e attraverso lui comunicato al presidente, come in questo momento preferirebbero “prestare servizio di volontariato direttamente presso la struttura del 118” dalla quale la “Misericordia” è direttamente gestita per quanto riguarda gli interventi di soccorso. E probabilmente, dopo quanto accaduto e dopo le minacce di Casarini, anche i mezzi della Confraternita per qualche tempo non sosteranno nella sede di via Manin.
«Questa è la situazione - fa notare Giovanardi - Mi chiedo se è logico che volontari, che ogni giorno si turnano per aiutare il prossimo, ricevano da questo intimidazioni e minacce. E mi si chiede se querelo Casarini? E’ questa la realtà delle cose ed è per questo che ogni passo sarà deciso dall’associazione nazionale della Misericoerdie di Firenze al cui presidente, Gambelli, ho riferito, non solo di quanto è accaduto, ma anche della situazione che si è venuta a determinare».
Il dott. Giovanardi poi ritorna sulla gestione del Cpt, su quanto lui e i suoi volontari stanno facendo - «Ci sono state cento visite anche di parlamentari alla struttura d’accoglienza e non uno ci ha mosso una critica, anzi si è complimentato per come mandiamo avanti la struttura stessa», puntualizza - e infine fa una riflessione: «La mia impressione è che ai “no global” non interessi nulla degli ospiti del Cpt, quanto piuttosto s’indispettiscano perché questi luoghi, così come sono gestiti dalla Misericordia, sono compatibili con la dignità delle persone che ospita».
di Pier Luigi Salinaro