COMUNICATI

Rimini - Azione davanti all’Assessorato alla Polizia Municipale

Presentazione della lettera del Lab. Occ. P.A.z indirizzata ai vigili urbani del Comune di Rimini

Rimini - Sabato 28 maggio 2005




Oggi si è tenuta davanti all’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Rimini un presidio/azione relativo alla repressione messa in atto sui venditori ambulanti migranti e sull’ordinanza comunale che prevede l’utilizzo dei vigili urbani nell’accompagnamento dei cittadini migranti espulsi. Una ventina di attivisti del Laboratorio Occupato P.A.z ha simbolicamente assediato l’ingresso dell’assessorato, con striscioni e con una grande scritta “stop alle deportazioni” sull’asfalto della strada che si trova all’ingresso dell’edificio. Inoltre è stata l’occasione per presentare pubblicamente una lettera indirizzata alle vigilasse e ai vigili urbani di Rimini per invitarli a rifiutarsi di svolgere tali mansioni repressive e punitive sui cittadini migranti. La mobilitazione di oggi sarà solo l’inizio di una serie di mobilitazioni e manifestazioni in difesa dei migranti e per i diritti di cittadinanza. Segue lettera.

Alle Vigilesse e ai Vigili Urbani del Comune di Rimini

Siamo alcuni degli uomini e delle donne, degli studenti e delle studentesse che vivono, come voi, in questa città. Siamo esseri umani, persone che hanno scelto di superare l’immaginario collettivo mass-mediatico per guardare oltre, e questo guardare oltre ci ha mostrato quello che potremmo definire “un’umanità in eccesso”, le “non persone”, i migranti. Da ogni est e ogni sud del mondo, dalle tante afriche sempre più martoriate, dai tanti sudamerica di crudeltà pinechetiane, si muovono queste non persone, i diseredati, gli offesi, gli oltraggiati. Fugge, questa umanità dolente, da guerre, genocidi, fame, malattia, miseria, e, preda dei criminali del traffico di vite umane, sparisce nei fondali dei nostri mari, nelle sabbie infuocate dei deserti del Magreb. Le carrette del mare e i tanti container su cui viaggiano ammassate le “non persone” si trasformano in bare di ferro, bare per centinaia e centinaia di uomini, donne, bambini, la cui unica colpa è non essere italiani, europei, occidentali.

Per questa “umanità in eccesso” c’è solo dolore e privazione e, per quei pochi “fortunati” che non annegano o non rimangono soffocati, si apre il calvario dell’illegalità, della clandestinità. Come siamo ciechi noi italiani, noi occidentali a voler rinchiudere, “braccare”, “stanare” questa “umanità in eccesso” che invece è vita, vitalità, arricchimento culturale, umano; arricchimento culturale e umano che si genera dall’incontro fra memorie collettive e molteplici culture, da sempre il segno, il passaggio del cammino della civiltà.

Le nostre società hanno eretto confini e fili spinati con leggi ignobili e xenofobe come la Turco/Napolitano e la Bossi/Fini che alimentano nuovi e nefasti nazionalismi, beceri e volgari localismi, come ad esempio quello che avviene ogni estate, oramai ogni giorno, nella nostra città con la caccia all’abusivo ed ora con questo assurdo protocollo d’intesa tra Comune, Prefettura e Questura, che prevede il vostro utilizzo nell’accompagnamento dei cittadini migranti espulsi alla frontiera, ai Cpt o che dir si voglia.

Vi chiederete che senso hanno queste parole, questa lettera, noi l’abbiamo scritta perché vogliamo parlarvi con la nostra semplicità e con le nostre emozioni, perché sappiamo che molti e molte di voi, non solo possono capire, ma sono anche stanchi e stanche di essere utilizzati come meri strumenti sotto il giogo dell’amministrazione comunale che assume, arbitrariamente, queste inconcepibili decisioni, senza ascoltare le istanze di chi poi le “subisce”. Vi scriviamo per chiedervi, per invitarvi a rifiutare di svolgere queste mansioni punitive e repressive verso quelle “non persone” – i migranti – che in questa città, in questa nazione hanno solo conosciuto divieti, confini, sfruttamento e doveri.

L’OBIEZIONE DI COSCIENZA può essere un valido strumento per far capire da che parte si sta e cioè dalla parte di questi esseri umani, di questa umanità dolente.

L’OBIEZIONE DI COSCIENZA può essere un valido strumento per far comprendere ai nostri amministratori che rifiutiamo le loro logiche, le loro istanze legalitarie e securitarie.

L’OBIEZIONE DI COSCIENZA può essere un valido strumento per attestare che il vero problema dell’estate riminese non sono i venditori ambulanti migranti irregolari o regolari che siano, ma chi specula sulla loro pelle, così come una spiaggia cementificata, un mare inquinato, una città soffocata dal traffico, dal lavoro nero e dalla precarità. Queste parole servono anche per dirvi che non siete da soli, che se trovate il coraggio di opporvi a queste incarichi, troverete il nostro appoggio e il nostro sostegno, così come l’appoggio e il sostegno di tutti quei cittadini riminesi che non sono disposti ad inginocchiarsi al volere dell’aristocrazia comunale. Noi abbiamo superato - come precedentemente detto – quel immaginario collettivo, biecamente costruito sia dai dispositivi legislativi razzisti, sia dai mezzi di comunicazione di massa, quel immaginario collettivo creato ad hoc nel tentativo di individuare un capro espiatorio ai mali della società e cioè l’altro, il diverso, l’estraneo , il nemico, in buona sostanza il migrante. Abbiamo anche compreso che quello che si gioca sulla pelle di queste “non persone” riflette le responsabilità e le colpe dell’occidente e pertanto la sua vergogna.

Esistono, purtroppo, in questo Pianeta Terra, esseri umani illegali e noi siamo dalla loro parte… proviamo ad esserlo insieme.
Laboratorio Occupato P.A.z

Per contattarci:
-  lab.paz[at]gmail.com
-  Tel. 0541 751653

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