Ottantamila persone in mobilitazione rappresentano il successo dello sciopero generale indetto nel territorio della Val di Susa. Una partecipazione vastissima che vede tutti i cittadini e i loro rappresentanti locali contrari alla grande opera, promossa dal governo, sospetto di avvantaggiare interessi privati visto il coinvolgimento di una ditta riconducibile al ministro Lunardi nella corsa agli appalti, e da certo centro-sinistra, nei suoi eletti nelle provincie e regione, che avvalla il cantiere contro il parere del proprio elettorato. "Resistere per esistere" e "No TAV", tra gli espliciti slogan della manifestazione.
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Ore 14.00 - Ascolta gli interventi conclusivi da Piazza d’Armi a Susa.
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Ore 13.45 - A conclusione dell’imponente corteo iniziano gli interventi dal palco di Piazza d’Armi a Susa. "E’ necessaria una nuova stagione di dialogo tra chi governa a livello centrale e a Torino, per ascoltare quanto espresso dalla comunità locale", "Noi vogliamo continuare a discutere, ma non siamo disposti a compromessi sulla salute", e ancora, "In pianura qualche volta abbiamo perso, ma in montagna abbiamo sempre vinto!" dichiara il rappresentante di tutti i sindaci della Val di Susa.
"Vogliamo un progetto di sviluppo diverso, e la politica dovrebbe capire che non è una sconfitta tornare indietro!", è il messaggio del presidente della comunità montana.
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Ore 13.20 - Altre voci dalla piazza: "Un’opera inutile che toglierebbe si e no l’1% del traffico dall’autostrada". La riuscita manifestazione attende adesso l’inizio del grande concerto contro la Tav che si terrà a Susa a partire dalle ore 15.00.
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Torino-Lione, 70 mila in marcia contro la Tav
Fonte Adnkronos
Ore 13.15 - "Non vogliamo morire sotto alle polveri di Amianto", tra le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni dai manifestanti in testa al corteo, giunti in Piazza D’Armi a Susa: i sindacati di base hanno promosso lo sciopero, permettendo ai lavoratori della Val di Susa di aderire nonostante il parere contrario dei confederali.
"Oggi stiamo scioperando per dire al governo che noi non vogliamo essere usati contro gli abitanti della valle", commenta un delegato RdB in corteo. "Purtroppo temiamo per il futuro di vedere uno stato militare incombere sulla vallata per imporre i cantieri".
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Fonte Repubblica.it
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Fonte Corriere.it
Ore 12.45 - "Il carattere moltitudinario della partecipazione di oggi traccia un solco tra la democrazia rappresentativa che ha deciso di questi lavori e la democrazia reale che è espressa dalla protesta di tutti i cittadini in Val di Susa. Bisogna essere pazzi per pensare di imporre con la forza a questa intera vallata la costruzione della Tav, a parte tutti i ragionamenti tecnici che evidenziano come sia anche un’opera assolutamente inutile e evitabile". Giuseppe Caccia, Verdi del Veneto, ai nostri microfoni: "L’esempio della Val di Susa è un salto in avanti rispetto a quanto espresso dai movimenti globali a Porto Alegre, indica che senza praticare resistenza non c’è la possibilità di un altro mondo".
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Ore 12.40 - "La corale presenza della gente della valle dimostra che quando si tenta di calare un’opera, anche con grande profusione di tutte le armi mediatiche possibili e immaginabili, non si passa lo stesso". Un commento di Gianfranco Bettin, consigliere regionale Verdi del Veneto.
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Ore 12.15 - Mentre il corteo raggiunge Susa, e la manifestazione si avvicina alla conclusione, intervista ad Alfonso Pecoraro Scanio, Verdi: "E’ palese che c’è un accanimento ideologico dei fan delle grandi opere in Italia, a cominciare dal governo nazionale. Pensare di avere per 15 anni un cantiere con tutta la popolazione locale contraria è impraticabile".
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Ore 12.05 - Intervista a Enrico Moriconi, consigliere regionale dei Verdi in Piemonte: "Lo sviluppo promesso con le autostrade non è mai arrivato; questa lotta non è localistica, è una lotta locale per la difesa di tutti i cittadini". Lo stesso consigliere ha ricevuto uno degli avvisi di garanzia per "resistenza a pubblico ufficiale" per le proteste dei giorni passati.
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Ore 12.00 - "Oggi qui c’è tutta la valle, lo sciopero ha funzionato chiudendo tutto quanto, la cittadinanza in tutte le sue componenti si dimostra attiva e partecipe dando vita insieme a questa enorme manifestazione", il commento di Alessandro Metz, consigliere regionale dei Verdi Friuli Venezia Giulia.
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Ore 11.45 - In risposta alle scandalose dichiarazioni del governo sui cittadini della Val di Susa in mobilitazione in questi giorni, uno spezzone di corteo è aperto dallo striscione "Nullafacenti oggi per continuare ad esistere anche domani": "Il progresso in questo caso dovrebbe voler dire cercare alternative alla Tav", "Non vogliono discutere con gli enti locali e la gente del posto: sull’interesse pubblico il governo vuole fare prevalere l’interesse economico", "Abbiamo già la ferrovia, l’autostrada, l’Alta Velocità è inutile, non è vero che serve per eliminare i Tir, che continueranno a passare lo stesso" tra le voci raccolte in mezzo ai manifestanti.
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Ore 11.30 - "Se continuiamo di questo passo in questa vallata saremo presto tutti morti", sentiamo ancora tra le testimonianze in diretta dei manifestanti, "Credo che non riconoscere la grande partecipazione democratica di oggi possa significare solo che la democrazia non esiste e che le amministrazioni locali non hanno potere decisionale sulle questioni del territorio", dice ai nostri microfoni un altro dei tantissimi sindaci locali oggi in mobilitazione.
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Ore 11.10 - Si parla di più di settantamila presenze allo sciopero generale territoriale contro la TAV. Una partecipazione insospettata agli stessi organizzatori di questo evento.
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Fonte Repubblica.it
Protesta anti-Tav, in migliaia in val di Susa
Fonte Corriere.it
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Ore 11.05 - Un furgone trasporta i gonfaloni dei 48 comuni che hanno aderito allo sciopero generale di oggi.
"Noi difendiamo il territorio e la salute dei nostri cittadini", dice al nostro microfono uno dei sindaci in corteo.
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Ore 11.00 - Intervista a Laura Cima, parlamentare dei Verdi giunta da Roma: "Questa valle è diventata un simbolo di lotta per la democrazia, contro la sopraffazione delle istituzioni: pensate che Pecoraro Scanio in questi giorni è stato denunciato per avere detto la verità, che la ditta responsabile dei lavori del traforo è direttamente collegata alla famiglia del ministro Lunardi".
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Ore 10.50 - "Siamo qui per convincere gli amministratori a cambiare idea: devono rendersi conto che qui non c’è spazio per un’opera del genere", "Cercano di costruirci la TAV a dieci metri da casa", "E’ una lotta che deve essere condotta a livello europeo", tra le altre voci raccolte dal corteo in corso.
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Ore 10.45 - Voci dal corteo in corso: "Sono fiero di essere qui con questa bandiera", dice ai nostri microfoni un’assessore che sventola una bandiera della lotta partigiana, "Sono qui perchè voglio un treno che porti salute e non morte", un’altra signora tra le migliaia in corteo.
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Ore 10.20 - Vilma Mazza, Associazione YaBasta, ci descrive l’imponente concentramento della manifestazione e la sua partenza. Migliaia di persone di ogni età, centinaia di cartelli "No Tav", insieme in un lungo corteo in salita. Lo spezzone di YaBasta Torino è introdotto dallo striscione "Ribellarsi è naturale - Comunità contro le grandi opere".
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Ore 09.30 - Sandro Metz, consigliere regionale dei Verdi Friuli Venezia Giulia, è appena arrivato a Bussoleno, punto di partenza per il lungo corteo di oggi, con uno dei pulmann da nordest: "Ci sono già alcune migliaia di persone al ritrovo per la manifestazione. Una piazza piena e evidentemente partecipata da tutta la valle".
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