MARTEDI’ 22 NOVEMBRE 2005 ore 21
CHIOSTRI DI SANTA CORONA VICENZA
zona Piazza Matteotti vicino al tribunale
Ass. Ya basta Vicenza e Rdb/cub Vicenza presentano:
Direttamente dal film "The Take" di Naomi Klein
OCCUPARE, RESISTERE, ORGANIZZARSI
Dalla Zanon in Argentina alla Marzotto di Valdagno: storie di operai che hanno scelto di lottare
Saranno presenti:
ALEJANDRO QUIROGA, operaio argentino della cooperativa FASINPAT, che autogestisce la fabrica Zanon
DANIELE FACCIN, delegato RSU CUB licenziato dalla Marzotto per rappresaglia antisindacale
Leggi la rassegna stampa.
La chiusura dello stabilimento della Lanerossi di Schio è l’unica soluzione possibile?
C’è chi non la pensa così cercando di lottare e di sostenere che la delocalizzazione non è l’unica possibilità, ma esiste un’alternativa. Come risposta è stato licenziato ingiustamente. E’ evidente, di fronte agli scioperi, ai picchetti e ai blocchi dei Marzotto Store il tentativo della Marzotto da un lato di colpire uno tra i più attivi delegati sindacali e dall’altro di criminalizzare qualsiasi forma di lotta non rituale, come nel caso dei 17 denunciati con l’accusa di "violenza privata" per aver partecipato a un picchetto.
Ospite principale della serata sarà Alejandro Quiroga, operaio argentino della cooperativa FASINPAT, che racconterà l’esperienza di autogestione e autorganizzazione della Zanon.
Breve storia operai della Zanon:
Il primo novembre gli operai hanno firmato per un anno il contratto della cooperativa transitoria con totale autonomia e sotto le condizioni che sono state chieste alla giustizia. Nonostante, la FASINPAT ( Fabrica Sin Patrones, nome della cooperativa che hanno fondato gli operai) continua la Lotta contro le sanzioni delle leggi nazionali e provinciali di statizzazione e espropriazione della fabbrica.
La risoluzione giudiziale stabilisce il riconoscimento dell’ autonomia della gestione operaia; la cessione dell’impianto per produrre e commercializzare piastrelle per un anno con la possibilità di rinnovo.
Da un’altra parte, la cooperativa deve pagare un canone mensile di circa otto mila euro e presentare rendiconto periodico al curatore fallimentare della fabbrica.
Gli operai decisero l’occupazione della Zanon per continuare a lavorare gestendo essi stessi l’azienda a metà del 2001, quando il titolare Luigi Zanon chiese alla giustizia il fallimento della fabbrica e si prospettava l’imminente chiusura e perdita dei posti di lavoro. Verso la fine del 2003, hanno creato la cooperativa FASINPAT. Il governo nazionale, così come quello provinciale, non si sono mai pronunciati politicamente nel conflitto e i lavoratori hanno resistito a cinque ordini di sgombero, intimidazioni, attacchi fisici e minacce.
Al momento dell’ occupazione della fabbrica, gli operai erano 250. Oggi sono diventati 470 e lavorano inquadrati quali soci della Cooperativa.
In questi quattro anni, sono riusciti a costruire intorno alla loro realtà un’importante rete di consensi che va dall’ ambito territoriale, sindacale, organizzazioni di difesa dei diritti umani a settori delle istituzioni politiche provinciali, nazionali ed internazionali.