RASSEGNA STAMPA

Ansa 29.12.05

Milano: immigrati di via Lecco ospiti del Consiglio Provinciale

Milano - Giovedì 29 dicembre 2005

Milano - Un incontro alla Camera del lavoro di Milano e’ il primo appuntamento che oggi aspetta i 170 rifugiati di via Lecco che la notte scorsa hanno dormito nella sala del Consiglio provinciale, a Palazzo Isimbardi.
’’Si e’ trattato di una soluzione coraggiosa, ma di emergenza’’ ha sottolineato don Virginio Colmegna, responsabile della Casa della Carita’. Dunque oggi si continua a lavorare per trovare una soluzione positiva, e il primo passo sara’ convincere i rifugiati ad andare all’incontro alla Camera del Lavoro, ’’dove - ha spiegato don Colmegna - proporremo loro diverse soluzioni, e speriamo che entri in gioco nei rapporti fra Comune, Provincia e Prefettura anche la proposta fatta da Palazzo Isimbardi di una scuola in via Saponaro’’. Un no secco arriva pero’ dalla Casa della Carita’ a ogni ipotesi di autogestione.
Il Comune di Milano li aveva sfrattati dall’edificio che occupavano in via Lecco e aveva offerto loro sistemazioni che non avevano accettato, ma la Provincia ha messo loro a disposizione la Sala del Consiglio e ve li ha fatti entrare.
I 170 extracomunitari africani sono eritrei, sudanesi, etiopici, rifugiati politici e richiedenti asilo e stanno lottando in questi giorni per vedere accolte le loro richieste di avere un tetto decente sopra la testa. Il Comune li ha sfrattati dall’edificio che abusivamente occupavano in via Lecco, in una zona centrale di Milano, ha offerto loro varie sistemazioni, in container e in vari dormitori riscaldati, in via Breme e in via Sammartini. Loro non hanno voluto dividersi, hanno chiesto il rispetto della loro condizione di rifugiati politici.
Hanno trascorso una notte all’addiaccio, con temperature sotto lo zero, hanno sopportato la neve. Hanno trattato, tentennato, anche dubitato di se stessi. Alla fine non hanno accettato.

Era gia’ buio, ieri, quando hanno lasciato il campo di via Barzaghi, all’estrema periferia ovest di Milano, vicino a Musocco, dove erano stati identificati dalle forze dell’ordine, e a piedi, con le loro povere cose sulle spalle, si sono diretti in corteo verso il centro, sotto la neve che ancora veniva giu’, nella fanghiglia gelata dei marciapiedi.
Scortati dalle forze della polizia municipale, l’idea era di raggiungere piazza del Duomo: farsi vedere, dormire la’ dove tutti li avrebbero visti. E in piazza del Duomo sono arrivati, a sera inoltrata.
Raggiunti dal presidente della Provincia, Filippo Penati che aveva gia’ dal mattino fatto accendere il riscaldamento in una scuola media dell’amministrazione provinciale, non utilizzata. E aveva chiesto al prefetto di aprire un tavolo, con il Comune, la stessa Provincia e le associazioni di volontariato per discutere la situazione e risolverla nel modo migliore.
Ieri sera in piazza del Duomo ne ha parlato anche a Don Virginio Colmegna’. Gli immigrati hanno preso posto sugli scranni dei consiglieri, in attesa che venissero portate brande e lettini. ’’Uno spettacolo un po’ kafkiano, non c’e’ che dire - afferma divertita l’assessore Francesca Corso, che fra le sue deleghe annovera gli affari generali, diritti dei cittadini, la casa, la protezione civile, l’integrazione sociale per le persone in carcere o ristrette nelle liberta’ - ma e’ uno straordinario segnale di solidarieta’ e di speranza’’.

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